I prodotti tipici del made in Italy? Per il 92% sono custoditi dai piccoli Comuni"

Rapporto Coldiretti/Symbola certifica il vero valore aggiunto dell’agroalimentare italiano: dagli antichi borghi grandi opportunità per il futuro del settore

La leadership italiana in Europa dei marchi Dop e Igp è dovuta in gran parte al tessuto territoriale dei comuni sotto i 5mila abitanti. È quanto afferma il rapporto Coldiretti/Symbola 2018, che scatta una fotografia del patrimonio enogastronomico del Belpaese. Su 293 prodotti Dop e Igp 270, ovvero i 92%, hanno origine in piccoli comuni. Con un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi, si può affermare che gli antichi borghi costituiscono un grande valore aggiunto per la filiera agroalimentare italiana. 

In Italia i piccoli comuni sono 5.567 su un totale di 7.977. Occupano il 54,1% della superficie territoriale del Paese e contano il 16,5% della popolazione italiana. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di piccoli comuni (1067) seguito dalla Lombardia (1055) e dalla Campania (338), ma in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale è in Valle d’ Aosta (99%) e Molise (92%).

I piccoli comuni garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione protetta, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi tipici e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% della panetteria e della pasticceria tipica.  Anche il 79% dei vini tricolore più pregiati provengono dai centri minori per abitanti, ma superlativi per qualità della produzione.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • In Italia il cibo costa più che in Germania e Regno Unito

  • Xylella, un fungo potrebbe aiutare a sconfiggere il killer degli ulivi

  • La passione dei turisti per la cucina italiana, un quarto della loro spesa è nei ristoranti

  • Nell'Ue, 3 prodotti alimentari su 10 cambiano ingrediente a seconda del Paese

  • "Ogni settimana mangiamo la plastica di una carta di credito", lo studio shock del Wwf

  • Peste suina, la Sardegna all'Ue: "Basta restrizioni sui nostri maiali"

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento