Suini in Cina e manzo in Corea, doppio via libera all'export di carne

Dopo 20 anni, Seul concorda con Bruxelles l'apertura all'import di bovini europei. Mentre Pechino dà seguito al memorandum con Roma autorizzando l'ingresso nel mercato cinese dei prodotti di nove macelli italiani

Dopo 20 anni, la Corea del Sud apre le sue porte alla carne bovina europea. E negli stessi giorni, la Cina autorizza l'import di suini provenienti da nove macelli italiani. Doppio colpo per gli allevatori europei e italiani sui mercati asiatici. 

L'ok della Corea del Sud arriva al termine dei negoziati tra Seul e la Commissione europea e pone fine allo stop imposto dalle autorità sudcoreane dopo lo scandalo della Mucca pazza. La revoca alle restrizioni alle importazioni di carni bovine per il momento riguarda i produttori danesi e olandesi, ma l'accordo si allergherà strada facendo anche agli altri Stati memnri. Per la commissaria al Commercio Cecilia Malmstrom, l'accordo dimostra i risultati delle politiche commerciali internazionali dell'Ue a favore del settore agricolo. Mentre per il responsabile europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, si tratta di "un'importante dichiarazione di fiducia delle autorità sudcoreane sulla sicurezza e sulla qualità della carne bovina europea". 

Negli stessi giorni dell'accordo con Seul, Pechino ha dato l'ok alle importazioni di suini da nove produttori italiani, facendo seguito all'intesa tra Italia e Cina, "La Nuova Via della Seta". Il via libera arriva "in un momento di mercato particolarmente favorevole vista la richiesta di carne congelata che viene dal Paese del Dragone, duramente colpito dalla peste suina africana che ha decimato il numero dei capi", spiega Confagricoltura. 

“Il mercato cinese – prosegue l'organizzazione degli agricoltori - offre importanti prospettive per tutta la filiera suinicola del nostro Paese, visto che la Cina consuma prevalentemente parti anatomiche che in Italia non hanno mercato (orecchie, teste, piedi ed interiora), trasformando così un costo in un ricavo aggiuntivo per i macelli quantificabile in 15/20 euro a capo, circa il 7% dell’attuale valore di mercato. Inoltre questi prodotti faranno da apripista ad altri tipi di tagli di carne e alle nostre eccellenti produzioni Dop e Igp", conclude.

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