Agroalimentare, il falso "made in Italy" all'estero vale 100 miliardi

La denuncia della Coldiretti nella Giornata nazionale della Bandiera italiana. Anche nei nostri supermercati, un prodotto su quattro "sventola" il tricolore impropriamente

Gli scaffali dei supermercati, non solo in Italia, sono pieni di prodotti alimentari che portano in bella vista sulla confezione la bandiera  tricolore. Ma uno su quattro sventola il vessillo italico a sproposito. E' quanto afferma  la Coldiretti in occasione della Giornata nazionale della Bandiera che festeggia il 222esimo anniversario della nascita del Primo Tricolore.

Secondo i dati dell'Osservatorio lmmagino che ha rilevato le caratteristiche del packaging di 67855 prodotti del mondo del food, la bandiera italiana è presente sul 14% delle confezioni alimentari. Un modo per accaparrarsi quell'ampia fetta di consumatori, oltre il 60%, che dichiarano di essere disposti a pagare almeno fino al 20% in più pur di garantirsi l'italianità del prodotto che portano a tavola. 

Un business che inevitabilmente comporta anche frodi. Il Garante della concorrenza, per esempio, ha di recente contestato la presenza della bandiera italiana e della scritta "Product of Italy" su vasetti di pomodori secchi a filetti e di frutti del cappero provenienti rispettivamente da Turchia e Marocco: in entrambe le etichette la presenza di bandiere e di scritte sull'italianità dei prodotti poteva indurre i consumatori a pensare che le conserve fossero preparate con verdure coltivate in Italia, ma la bandiera italiana è stata rimossa anche da tutte le conserve di un'altra azienda che produce "Spicchi di carciofi in olio di girasole" perché nonostante la dicitura "Prodotto e confezionato in Italia" la materia prima risultava importata dall'Egitto. 

"La situazione - dice Coldiretti - è ancora più grave all'estero dove l'utilizzo del tricolore sui prodotti alimentari non è tutelato nell'ambito degli accordi bilaterali stipulati dall'Unione europea, dal Ceta con il Canada, fino a quello con il Giappone, e i colori nazionali vengono sfruttati strumentalmente per 'spacciare' il falso Made in Italy". Il risultato, dice semre Coldiretti, è che l'"agropirateria" internazionale fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente bandiera, parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale.

Per tutelare il vero Made in Italy la Coldiretti ha promosso insieme ad altre nove organizzazioni l'Iniziativa Europea dei Cittadini "EatORIGINal - Unmask your food" per estendere l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti. Il sito per sottoscrivere l'iniziativa è: www.eatoriginal.eu.

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Commenti (1)

  • Non dovrebbe essere vietato l'uso dei colori di una bandiera nazionale al solo scopo di taroccare un prodotto in vendita che di quel paese a malapena conosce il nome?

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