Latte, Centinaio assicura: per l'Ue il nostro intervento non è un aiuto di Stato

Il ministro dell'Agricoltura dopo l'incontro con i commissari europei: “Ancora una volta hanno dimostrato una particolare attenzione nei confronti del nostro Paese”

Le misure del governo per far fronte alla crisi del latte che ha portato alle proteste dei pastori sardi riceveranno il via libera dell'Europa. Se n'è detto convinto il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio. "L'incontro è andato bene. Sono convinto che il commissario Hogan ancora una volta ha dimostrato una particolare attenzione nei confronti del nostro paese", ha affermato Centinaio al termine dei suoi incontri a Bruxelles con i Commissari europei all'Agricoltura Philip Hogan, e alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, in cui han parlato in particolare della crisi del latte in Sardegna per il pecorino romano e della vicenda Xylella in Puglia.

Alla domanda se ci sia il via libera da parte Commissione per le misure decise dal governo riguardo al latte sardo, Centinaio ha risposto: "Non c'è aiuto di Stato". Per quanto riguarda il prezzo del latte, ha aggiunto, "da parte della Commissione non ci sono problemi". "Abbiamo chiesto al commissario di velocizzare la questione del 'de minimis' e aumentare la quota del 'de minimis' (il massimale di aiuti che lo Stato può concedere a un'azienda senza doverlo notificare a Bruxelles, ndr) e quindi penso - ha sottolineato il ministro - che l'incontro sia stato positivo". Nel caso del latte sardo, l'intervento del governo riguarda aiuto all'ammasso privato del pecorino.

"Per quanto riguarda la Sardegna - ha continuato Centinaio - andiamo avanti con i progetti portati avanti fino adesso; andiamo avanti con la riunione dal 21, andiamo avanti con una visione di medio-lungo termine per ristrutturare il settore; quindi non stiamo parlando solo di interventi economici ma di ristrutturazione della filiera nel vero senso della parola". "Noi abbiamo voluto intervenire - ha spiegato il ministro - cercando di aiutare le due parti a parlarsi di più, a ragionare do più, a evitare di andare avanti a scontri. E sotto quel punto di vista ci siamo riusciti: abbiamo messo le due parti davanti a un tavolo la prima volta sette ore e la seconda otto ore. Da parte delle aziende, si è passato da 60 centesimi (al litro di latte, ndr) a 72, da parte dei pastori si è passati dal 'vogliamo assolutamente un euro subito' (al litro, ndr) al 'ragioniamo, però con un anticipo un po' più alto rispetto ai 72 centesimi'".

"Io - ha osservato ancora Centinaio - continuo a essere dell'idea che una soluzione si possa raggiungere. Bisogna far sì che ci sia buona volontà da parte di entrambi. Io mi prendo la responsabilità di tutto, però se poi le due parti non trovano un'intesa non possiamo neanche prenderli e fargli sbattere la testa". Insomma, ha concluso il ministro, "su quello che avevamo proposto, messo sul tavolo, in questo momento abbiamo avuto l'Ok anche da parte dell'Europa. Quindi l'incontro che faremo giovedì sarà un incontro più rilassato e molto più disteso per quanto riguarda sia la gestione dell'emergenza che la voglia di riorganizzare questa filiera".

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