Eurodeputati chiedono di includere "macchia nera" tra i funghi della lista nera Ue

Il parassita attacca gli agrumi compromettendone la qualità. Chinnici (Pd): “Scelta necessaria visti i segnali preoccupanti degli ultimi tempi”

Il fungo “macchia nera” che colpisce gli agrumi va inserito tra i parassiti da quarantena oggetto di osservazione prioritaria da parte dell’Unione europea, cioè quelli della lista in fase di definizione per il regolamento europeo sulla protezione delle specie vegetali. È la richiesta contenuta in una lettera inviata ai commissari europei Phil Hogan (Agricoltura e sviluppo rurale) e Vytenis Andriukaitis (Salute e sicurezza alimentare) su iniziativa dell’eurodeputata spagnola Clara Aguilera, dei Socialisti e Democratici (S&D), e che è stata sottoscritta anche dalla neo eletta vicepresidente della commissione Controllo dei Bilanci dell'Aula comunitaria, Caterina Chinnici del Pd. Nella bozza della lista già sottoposta a pubblica consultazione al momento non risulta presente il fungo che può attaccare arance, limoni e altri agrumi compromettendone la qualità e rendendoli invendibili.

Italia tra i primi produttori di agrumi

“L’Italia è tra i primissimi produttori di agrumi in Europa e nel mondo e questo mercato, oltre a costituire un settore chiave per la Sicilia, prima in ambito nazionale per volumi produttivi, è molto importante anche per altre regioni tra cui la Sardegna”, ha dichiarato Chinnici, secondo cui “l’inclusione del fungo macchia nera nell’elenco degli organismi nocivi da monitorare appare necessaria sia alla luce di quanto riportato in un recente studio dell’Autorità europea sulla sicurezza alimentare, sia considerando i segnali preoccupanti degli ultimi tempi”.

I casi degli ultimi anni

Già tra il 2016 e il 2017 erano stati registrati 36 casi di agrumi infetti giunti in Ue da paesi del Sud America e dell’Africa del Sud, nel 2018 i casi sono saliti a 53 e ultimamente, nel 2019, ci sono stati altri sette casi di frutti infetti, stavolta provenienti dalla Tunisia, afferma l'eurodeputata che sottolinea come questo faccia “capire che questo fungo può proliferare anche alle nostre latitudini”, e che è “un rischio che la nostra economia non può certo permettersi”. Nella nota vengono sottolineati gli effetti che deriverebbero dall’inclusione del fungo “macchia nera” nella lista: l’obbligo di un’osservazione annuale, l’elaborazione di specifici piani di emergenza, esercitazioni per simularne l’esecuzione, la possibilità di adottare piani d’azione finanziabili dall’Unione per l’eradicazione dell’agente nocivo e, inoltre, eventuali indennità agli operatori economici professionali per le piante perse nell’attuazione di queste misure.

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