"Con Brexit 'dura' il Regno Unito sarà il porto franco del falso made in Italy"

L'allarme lanciato dalla Coldiretti: "Senza accordo con l'Ue, i prodotti Dop e Igp italiani resterebbero senza protezione europea e subirebbero la concorrenza sleale delle imitazioni realizzate Oltreoceano e nei Paesi extracomunitari"

Niente più rete di protezione europea e via libera alla concorrenza sleale del Parmesan, dell'Asiago Usa e di tutti i prodotti realizzati fuori dall'Ue che imitano le eccellenze agroalimentari italiane. E' quanto potrebbe succedere nel Regno Unito qualora non si dovesse raggiuntere un accordo con l'Ue prima della deadline della Brexit, fissata al 31 ottobre. A lanciare l'allarme è la Coldiretti, una delle organizzazioni di agricoltori solitamente più critiche nei confronti delle politiche di Bruxelles. Ma che, dinanzi all'ipotesi di una Brexit 'dura', sottolinea l'importanza delle norme europee sulla tutela di Dop e Igp.

"Senza accordo, la Gran Bretagna rischia di diventare il porto franco del falso made in Italy in Europa per la mancata tutela giuridica dei marchi dei prodotti italiani a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) che rappresentano circa il 30% sul totale dell'export agroalimentare tricolore", scrive Coldiretti in una nota.

Il made in Italy, sostiene l'associazione, "resterebbe senza protezione europea e subirebbe la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione realizzati oltreoceano e nei Paesi extracomunitari come dimostrano le vertenze del passato nei confronti della Gran Bretagna con i casi della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai kit per produrre in casa finti Barolo e Valpolicella o addirittura Parmigiano reggiano. Il rischio è peraltro che - continua la Coldiretti - si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane come ad esempio l'etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in gran parte dei supermercati inglesi e che boccia ingiustamente quasi l'85% del made in Italy a denominazione di origine (Dop), compresi prodotti simbolo del made in Italy dall'extravergine di oliva al prosciutto di Parma, dal Grana padano al Parmigiano reggiano".

A preoccupare sui rapporti commerciali è soprattutto l'arrivo di dazi e ostacoli amministrativi alle esportazioni che scatterebbero in caso di 'no deal', ossia senza un accordo tra Bruxelles e Londra sulla Brexit: in questo caso, il Regno Unito avrebbe 'un nuovo status di Paese terzo rispetto all'Unione europea" e questo metterebbe a rischio "le forniture agroalimentari made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro" nel Regno Unito, ponendo Londra "al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese nel settore", continua la Coldiretti.

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