Parmigiano contro Kraft: "No al Parmesan cheese in Nuova Zelanda"

Il consorzio che tutela il formaggio Dop: "Dentro l'Ue siamo protetti, ma fuori perdiamo 2 miliardi l'anno per colpa dei falsi"

Loro si sentono un po' come Davide contro Golia. Loro sono il Consorzio del Parmigiano reggiano, che tutela il prodotto Dop italiano in patria e nel mondo. Golia, invece, sarebbe una delle multinazionali agroalimentari più potenti del globo, la Kraft, con sede sociale a Chicago, ma diramazioni in ogni angolo del Pianeta. La battaglia tra i due vede come sfondo la Nuova Zelanda, Paese dove la Kraft è pronta a lanciare il suo "Parmesan cheese", ma dove il Consorzio, come spiega il suo presidente Nicola Bertinelli, "da oltre 20 anni ha registrato il marchio" Parmigiano reggiano proprio per combattere i falsi. Da qui, la decisione di presentare ricorso. 

 "Questa azione punta a tutelare l'interesse dei produttori della Dop dal tentativo di registrazione che sarebbe contro la legge, e dannoso per i consumatori neozelandesi e per i produttori italiani", dice Bertinelli. Per i caseifici del Parmigiano reggiano, continua il presidente del Consorzio, "non è facile confrontarsi con multinazionali da oltre 20 miliardi di euro". Ecco perché il Consorzio "è e sarà sempre dalla parte di Davide nella lotta con i giganti".

Il Consorzio stima che il giro d'affari del falso parmesan fuori dall'Unione europea sia di 2 miliardi di euro, circa 200mila tonnellate di prodotto, ossia 15 volte il volume del Parmigiano reggiano esportato. Solo nel 2018 sono state svolte più di 850 ispezioni presso punti vendita distribuiti in 61 città di 27 Paesi. "Oltre ai controlli 'on site' e 'on line', il Consorzio sta lavorando per ottenere all'estero lo stesso riconoscimento e le stesse tutele che il sistema delle Dop garantisce all'interno dell'Unione europea", conclude Bertinelli.

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