Olio italiano in ripresa: "La produzione vola a +89%". E il Mezzogiorno sorride

Previsioni campagna olearia 2019/2020, arriva il riscatto dopo i danni della Xylella. Ottime performance per l’agricoltura del Sud Italia

Una ripresa necessaria per un settore d’eccellenza dell’agroalimentare made in Italy, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare un vero e proprio flagello. Il comparto olivicolo italiano tira un sospiro di sollievo guardando a quel +89% stimato dalle previsioni sulla campagna olearia 2019/20. Dopo la precedente annata, la peggiore di sempre, sarà la Puglia, definita dalle associazioni di categoria come “il vero polmone olivicolo nazionale”, a guidare la ripresa del settore dell’olio extravergine d’oliva italiano. Una bella rivincita, nonostante i problemi legati alla Xylella.

Produzione quasi raddoppiata

È quanto emerge dall’indagine pubblicata dagli osservatori di mercato di Cia-Agricoltori italiani, Italia Olivicola e Aifo (Associazione italiana frantoiani oleari), che quantificano una produzione di poco superiore alle 330mila tonnellate di olio a livello nazionale. Passi da gigante sono stati compiuti dai produttori rispetto allo scorso anno, quando la produzione finale si è fermata intorno alle 175mila tonnellate di prodotto.

Condizioni ottimali

Il clima, almeno stavolta, ha favorito lo sviluppo dell’olivo. Il caldo estivo accompagnato da una bassa umidità hanno evitato gli attacchi della mosca olearia, come si evince dai bollettini fitopatologici con infestazioni rare e ben al di sotto della soglia del danno su tutto il territorio italiano.

Irrigazione e raccolta

“La qualità dell’olio extravergine d’oliva sarà assolutamente eccellente - assicurano le associazioni di categoria - soprattutto grazie agli interventi e alle spese sostenute dagli agricoltori nei mesi estivi per l’irrigazione dei campi, ed entro la metà di ottobre quasi tutte le cooperative e i frantoi d’Italia avranno iniziato la campagna di raccolta”.

La Puglia si riprende

A trainare la ripresa dell’olivicoltura italiana saranno soprattutto le regioni del Sud. Si preannuncia un’ottima annata in Puglia (+175%), che da sola produrrà quasi il 60% dell’olio extravergine d’oliva nazionale. Ciononostante, viene confermato il trend negativo del Salento, territorio dilaniato dalla Xylella, con la drastica riduzione del 50% della produzione (meno di 3mila tonnellate) rispetto alla già terribile scorsa annata.

Ottima annata al Sud

Previsioni ben più positive riguardano la Calabria (+116%), che conserva la seconda piazza tra le regioni italiane davanti alla Sicilia (+38%). Sempre nel Sud, va bene la Basilicata, che quasi quadruplica la produzione dello scorso anno (+340%), e anche la campagna olearia in Sardegna (+183%), Campania (+52%) e Molise (+40%).

Difficoltà nelle regioni centrali

Segnali contrastanti arrivano invece dalle regioni centrali. Alle previsioni positive in Abruzzo (+52%) e Marche (+63%), si contrappongono i dati negativi di Lazio (-19%), Toscana (-20%), Umbria (-28%) ed Emilia-Romagna (-50%) dovuti, scrivono le associazioni di produttori, “alla ciclicità che caratterizza la produzione olivicola e al ritardo della fioritura causata dalle basse temperature di inizio primavera”.

Produzione in picchiata nel Nord Italia

Maglia nera della produzione italiana saranno tutte le regioni del Nord, che registreranno un calo evidente: picco minimo in Liguria (-43%), picco massimo in Lombardia e nel Veneto (-65%).

Soddifatte le associazioni di categoria

“Dopo un 2018 catastrofico per il settore, finalmente un’inversione di tendenza che ricompensa in parte i nostri produttori – ha detto il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino

“Ovviamente siamo pronti a lottare contro tutti coloro che vorranno sfruttare le abbondanti giacenze per abbassare i prezzi”, avverte il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, che poi annunia: “Ci stiamo organizzando su tutto il territorio nazionale per garantire il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori”.

“La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori – ha sottolinea infine il presidente di Aifo, Piero Gonnelli.

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