Olio, produttori italiani a Ue: "Restino sanzioni per chi non rispetta parametri organolettici"

Denuncia dell'Unaprol dopo un incontro a Bruxelles: "Difendere il mondo agricolo e la biodiversità dalle pressioni delle lobby industriali"

La biodiversità dell'olio, in particolare di quello italiano, non si tocca. Cosi' come non si toccano le sanzioni previste per chi non rispetta i parametri stabiliti dalla “prova regina”, quella organolettica. E' quanto dichiara l'Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, a margine di una due giorni di lavoro alla Commissione europea a Bruxelles che ha visto la partecipazione di  rappresentati del mondo agricolo, industriale e dei consumatori.

Al centro della discussione il panel test, strumento utilizzato per la classificazione degli oli sulla base di una rigida procedura scientifica che, attraverso il lavoro di assaggiatori esperti, permette di valutare i parametri organolettici. Durante l’incontro, spiega Unaprol, il presidente del gruppo ha acconsentito a far inserire all’ordine del giorno il parere di un tecnico, su richiesta del mondo industriale, senza alcuna comunicazione preventiva e senza dare la possibilità di replica a una controparte che rappresentasse le istanze del mondo agricolo. Tale esperto "ha attaccato duramente il panel test" sollevando critiche sulla scientificità del metodo e chiedendo l’eliminazione delle sanzioni per chi non rispetta i parametri stabiliti dalla “prova regina”, quella organolettica.

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“Purtroppo, ancora una volta, registriamo un durissimo attacco al panel test, imprescindibile pilastro per tutelare la qualità del settore olivicolo, garantire la trasparenza e difendere produttori e consumatori dalle frodi e dalle contraffazioni – spiega David Granieri, presidente Unaprol – E’ inaccettabile ciò che è accaduto sia per il metodo adottato, sia per le tesi esposte. La scientificità del panel test, che si basa su procedure e calcoli matematici ripetibili e non condizionabili, è stata comprovata e si basa su un rigido regolamento stilato dall’Ue e dal Coi. E’ necessario che l’Italia, il Paese della biodiversità in olivo, con oltre 530 cultivar e il primato europeo per oli extra vergine di oliva Dop e Igp, si ponga come baluardo a difesa del panel test".

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