“Quel prosecco finanzia l’estrema destra”, a Londra attivisti Lgbt boicottano cantina veneta 

Villa Sandi sotto i riflettori per aver sponsorizzato il Congresso mondiale delle famiglie a Verona. Il critico di enogastronomia, Jay Rayner, lancia la rivolta dei consumatori  

“Alcuni prosecchi lasciano in bocca un gusto più nauseante degli altri, ma nessuno più di Villa Sandi”, la stroncatura del critico di enogastronomia Jay Rayner ha poco a che fare con le note fruttate del celebre vino bianco del Nord-Est. Rayner accusa infatti l’azienda vinicola di “sponsorizzare coalizioni di razzisti, bigotti e ultra nazionalisti, decisi a sostenere una guerra ai diritti delle donne e della comunità Lgbt”. Il giornalista del Guardian si riferisce al controverso Congresso mondiale delle famiglie che si è tenuto a Verona a fine marzo.

Il logo di Villa Sandi era in bella vista sul materiale informativo del raduno di anti-abortisti come sponsor commerciale dell’evento. Interrogati dal giornalista Adam Ramsay, i vertici dell’azienda hanno dichiarato di aver sponsorizzato il summit perché gli è stato chiesto di farlo dal governo regionale a maggioranza leghista. I produttori, secondo la ricostruzione pubblicata da Open Democracy, hanno detto di aver stanziato una cifra modesta, “solo perché la Regione ha patrocinato l’evento”.

L'attivista per i diritti dei gay Peter Tatchell ha rilanciato il boicottaggio di Rayner dichiarando: “È scandaloso che Villa Sandi sponsorizzi questo congresso omofobo, sessista e sostenuto da politici di estrema destra”.

Interrogata su Twitter da Jay Rayner, l’azienda ha finora evitato di commentare pubblicamente la vicenda. 

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Nel 2018 Villa Sandi ha registrato ricavi per 93,9 milioni di euro, con esportazioni che rappresentano circa il 60% delle vendite totali. Regno Unito, Stati Uniti e Germania sono i suoi principali mercati esteri. L’impatto del boicottaggio, partito dalla stampa britannica, potrebbe dunque colpire duramente il brand italiano.
 

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