Quote latte, la “pace fiscale” della Lega per evitare la maxi-multa Ue

Lo scrive l'agenzia stampa Agricolae, secondo cui il dl fiscale potrà applicarsi anche a quegli allevatori che, stando a una recente sentenza europea, devono restituire 1,3 miliardi allo Stato italiano

L'Italia deve recuperare 1,3 miliardi di euro dagli allevatori che avevano superato le quote latte nel periodo 1995-2009. Altrimenti, scatterà una maxi-multa Ue. Come fare? Beh, secondo fonti governative sentite dall'agenzia stampa Agricolae, ci penserà la “pace fiscale”. 

Nel dl fiscale, infatti, ci sarebbe “un’opportunità, per chi vuole chiudere una volta per tutte la pratica, di mettersi in regola, chiudere i conti con il passato e rimettersi in pista. A fronte dello stralcio degli interessi, delle sanzioni accumulate negli anni e del pagamento di una percentuale (che dovrebbe variare tra il 15, il 20 e il 50 per cento a seconda dello stato dell’arte dei procedimenti in atto) dell’imposta originaria”, scrive Agricolae. 

Una soluzione questa cui guarda con attenzione soprattutto la Lega, dato che fu proprio il Carroccio a spalleggiare per anni i produttori di latte che si rifiutarono di adeguarsi alle norme comunitarie. E che poi sono stati condannati a pagare le sanzioni per i loro sforamenti. Che nessun governo ha mai recuperato. 

Peccato che a farne le spese, finora, siano stati gli allevatori che invece hanno rispettato le regole. Ecco perché l'Ue ha intimato allo Stato italiano di fare giustizia recuperando gli 1,3 miliardi delle quote latte. Pena una maxi-sanzione. Che in questo momento delicato di trattative sull'asse Roma-Bruxelles sarebbe meglio evitare. 

Da qui la “pace fiscale”. Sostanzialmente, spiega ancora Agricolae, “chi ha splafonato rientra in tutto tondo nella pacificazione fiscale perché si ritrova a fare i conti con cartelle esattoriali esattamente come chi non ha pagato le tasse o chi è passato con il rosso. Uno dei dispositivi ai quali gli allevatori con prelievo supplementare potrebbero aggrapparsi è quello previsto all'articolo 6 del dl fiscale. Questo articolo consente la definizione agevolata delle controversie tributarie. In pratica, se a fronte di una notifica dell'Agenzia delle entrate, il produttore di latte si è rivolto alla giurisdizione tributaria e c'è stata una pronuncia, anche non definitiva, a favore del ricorrente, la controversia può essere definita con il pagamento di metà del valore, in caso di giudizio di primo grado e del solo 20% in caso di pronuncia di secondo grado”. 

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