Il cibo è sicuro? Ce lo dice il vip: 1 italiano su 3 si affida a blogger e star tv

Secondo un'indagine di Eurobarometro, nel nostro Paese c'è una maggiore fiducia rispetto al resto dell'Ue nei confronti dei consigli sulla sicurezza alimentare da parte di personaggi famosi

Antonino Cannavacciuolo durante una conferenza stampa a MIlano organizzata dopo la conclusione della quinta edizione di Masterchef Italia, Milano, 4 marzo 2016. ANSA/MOURAD BALTI

Facciamo poco a titolo personale per accertarci della sicurezza dei prodotti che mangiamo, almeno rispetto al resto degli europei. E sempre nel confronto con i consumatori del resto dell'Ue, ci fidiamo decisamente di più dei consigli in materia da parte di blogger, influencer e personaggi famosi, come gli chef della tv. E' quanto emerge da una una indagine Eurobarometro presentata dall'Efsa, l'agenzia Ue per la sicurezza alimentare, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza degli alimenti.

Per il 24% degli italiani, la provenienza e la sicurezza dei prodotti sono gli aspetti più importanti che vengono valutati quando si acquistano alimenti, un dato al di sopra della media Ue. Ma di contro meno di un italiano su cinque (17%) si interessa personalmente ad accertare eventuali rischi per la salute, mentre nel resto dell'Ue la media è del 41%, decisamente più alta.

Forse, la ragione di tale disattenzione è nella fiducia che accordiamo a blogger, influencer e personaggi famosi (ascoltati dal 29% degli intervistati contro il 19% in Ue). In tutta Europa è la televisione la principale fonte di informazioni sulla sicurezza alimentare, con i cittadini che si fidano di più di scienziati (82%, +9% dal 2010), associazioni di consumatori (79%) e agricoltori (69%). La fiducia nelle autorità nazionali (60%) e nelle istituzioni europee (57% in Italia, 58% in Ue) è piuttosto elevata e in linea con i risultati del 2010. Tuttavia, c'è una conoscenza limitata di come funziona il sistema di sicurezza alimentare Ue.

Sui pericoli che preoccupano di più i consumatori l'Europa è divisa: in Italia, Germania e Paesi nordici i rischi alimentari maggiormente segnalati dai cittadini vengono da residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne, mentre greci, francesi e spagnoli temono di più i residui di pesticidi.

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