Tassa sulle merendine? Scienziati: "Avrebbe forte impatto sull'obesità"

Uno studio condotto nel Regno Unito conferma la bontà della proposta del neoministro Fioravanti: "Ridurrebbe dell'oltre il 10% la popolazione con problemi di peso". Critico Salvini: "Neanche se uno si mette d'impegno può partorire una cosa del genere"

"Leggo che il nuovo ministro della Pubblica istruzione Fioramonti vuole imporre una tassa sulle merendine. Ma neanche se uno si mette d'impegno può partorire una cosa del genere". Parola di Matteo Salvini, che su Facebook ha criticato, e preso in giro, la proposta del neoministro 5 stelle di introdurre un'imposta sugli snack in voga soprattutto tra i più piccoli. Peccato che a smentire l'ex vicepremier e leader del Carroccio sia arrivata, più o meno nelle stesse ore, uno studio scientifico pubblicato sull'autorevole British Medical Journal. Che dà ragione al neo ministro: una tassa del 20% su biscotti, torte e dolci avrebbe “un enorme impatto” sui livelli di obesità, con una riduzione di oltre il 10% della popolazione con problemi di peso.

Una tassa del 20%

La ricerca, condotta nel Regno Unito, ha scoperto che, aumentando il prezzo di biscotti, torte, cioccolatini e caramelle del 20% si ridurrebbe, in media, l'apporto energetico medio annuo di una persona di circa 8.900 calorie, portando a una perdita di peso media di 1,3 kg in un anno. L'effetto sarebbe maggiore tra le famiglie con reddito più basso, dove i livelli di obesità sono più alti, in ragione del fatto che queste famiglie avrebbero più difficoltà ad acquistare snack e merendine se più costosi.

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Eppure, nel Regno Unito come in Italia, c'è chi si oppone a un'idea del genere. Abbiamo già scritto di Salvini, ma anche il premier britannico si è opposto con forza a una tassa sulle merendine, definendola "tassa sul peccato" e sostenendo che in questo modo, si colpirebbero "coloro che possono meno permettersele". E le multinazionali che li vendono, aggiungiamo noi.

"Impatto enorme"

"Il diabete di tipo 2, gli infarti e gli ictus causati dall'obesità colpiscono anche i più poveri", controribatte Pauline Scheelbeek, ricercatrice della London School of Hygiene and Tropical Medicine, l'autore principale dello studio. "Una tassa del genere potrebbe ridurre l'obesità nella popolazione del Regno Unito da circa il 28% a circa il 25%. Parliamo di un impatto enorme", ha aggiunto.

La coautrice dello studio, Susan Jebb, professore di dieta e salute della popolazione all'Università di Oxford, sostiene che abbiamo bisogno di un approccio più aperto a ciò che potrebbe funzionare nella lotta contro l'obesità. Chi promuove, invece delle tasse, una produzione di snack e merendine "più sani" non tiene conto del fatto che, oltre a un prezzo maggiore, questo tipo di prodotti non fa breccia nella popolazione: "La pasticceria a basso contenuto di zucchero è particolarmente improbabile che sia popolare", scrive il Guardian. “L'unica vera opzione per ridurre lo zucchero è che le persone mangino meno alimenti ricchi di grassi, sale e zucchero", dice ancora la dottoressa Jebb.

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