La tonnara di Favignana chiude subito i battenti, M5s e FI: "Colpa della Lega"

Il ministero dell'Agricoltura, retto dal Carroccio, assegna solo 14 tonnellate allo stabilimento siciliano. Troppo poco per rilanciare la storica struttura dopo anni di fermo

La tonnara di Favignana

All'inizio del Novecento faceva concorrenza alla Fiat in quando a giro d'affari e livello di stipendi dei suoi lavoratori. Poi, col tempo, l'antica tonnara di Favignana, nelle Egadi, al largo di Trapani, è entrata progressivamente in crisi, fino a chiudere i battenti. Pochi mesi fa, la riapertura, grazie all'ok internazionale a quote meno stringenti sulla pesca del tonno nel Mediterraneo e all'impegno di un'impresa siciliana. Ma a poche settimane dallo storico ritorno, la tonnara rischia di dover richiudere le porte. Il motivo è il decreto del ministero dell'Agricoltura, retto del leghista Gian Marco Centinaio, che ha assegnato 14 tonnellate di tonno come tetto massimo di pesca per lo stabilimento di Favignana. Troppo poco per rendere sostenibile l'attività, stando alle denunce di un fronte vario di politici, da Forza Italia ai colleghi di governo del Carroccio del M5s. 

"Oggi è morta la Tonnara di Favignana. Lo ha deciso un sottosegretario della Lega e la cosa non mi dà pace - attacca il forzista Gianfranco Micciché - L'azienda Nino Castiglione aveva da poco riaperto la storica struttura dando lavoro a centinaia di maestranze, restituendo al mondo una tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e dal passato glorioso. Soltanto un leghista di Oderzo, comune che dista 50 chilometri dal mare, uno che non sa neanche cosa sia il mare, figuriamoci l'industria conserviera ittica, poteva rendersi protagonista di una distribuzione delle quote tonno a totale svantaggio di Favignana". 

Stando a quanto dichiarato dalla stessa azienda che ha preso in gestione la tonnara, servirebbe una quota annuale di pesca intorno alle 80 tonnellate per rendere l'attività sostenibile. "Chiedo l'intervento immediato del ministro dell'Agricoltura Centinaio affinché ritiri e modifichi il decreto di assegnazione delle quote tonno. La ripartizione alla Sicilia delle quote tonno da parte del ministero segue logiche folli ed evidentemente lontane dal buonsenso. Fatto sta che non può essere uccisa così la storica tonnara di Favignana", dice l'eurodeputato dei 5 stelle Ignazio Corrao. "L'Isola - continua - aspettava da tempo il rilancio economico grazie a un'attività millenaria come la pesca del tonno e l'impegno dell'azienda Castiglione aveva ridato speranza per la riapertura della tonnara dopo anni di stop. Il recente decreto che assegna solo 14 striminzite tonnellate alla tonnara di Favignana è di una gravità inaudita, perché ne decreta la fine immediata, a fronte di una quota precedentemente prevista di 84 tonnellate necessarie per la sostenibilità economico finanziaria". 

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