Trasporto di animali, da Parlamento Ue stop alle tratte di lunga durata

Strasburgo approva una relazione in cui si dice basta a stress e sofferenze causate ai capi di allevamento dai viaggi superiori alle 8 ore

Cibo, acqua, spazio sufficiente per la respirazione e riparo dalle condizioni meteo più rigide. Il Parlamento europeo chiede che vengano garantite condizioni dignitose per il trasporto degli animali, i quali, come stabilisce l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, sono “esseri senzienti”. Ciò significa dovergli garantire un livello minimo di benessere, anche quando vengono trasportati per l’accoppiamento, l’allevamento o la macellazione. Con una risoluzione approvata oggi a Strasburgo, gli eurodeputati chiedono la riduzione dei viaggi superiori alle 8 ore, il rafforzamento dei controlli e sanzioni più severe per chi trasgredisce le regole.

Durante il trasporto, molti animali sono soggetti a ferite o malattie la cui insorgenza è spesso causata da equipaggiamenti inadeguati o condizioni meteorologiche sfavorevoli. L’attraversamento dei confini verso Paesi terzi rappresenta un ulteriore problema, dato che il controllo dei documenti, dei veicoli e degli animali richiede lunghi tempi di sosta.

Ogni anno, milioni di capi vengono trasportati per viaggi, che spesso superano le 8 ore di durata, per l’accoppiamento, l’allevamento, la macellazione e anche per le gare e il commercio di animali domestici. Dal 2009 al 2015 il numero degli animali trasportati all’interno dell’Unione è aumentato del 19% - da 1,25 miliardi a 1.49 miliardi. Il numero di maiali, polli e cavalli trasportati ha registrato un incremento, mentre quello di bovini, pecore e capre è diminuito. Nello stesso periodo il numero di “trasferte” di animali vivi nell’Ue è aumentato da circa 400mila a 430mila capi trasportati ogni anno.

Per proteggere gli animali esportati in Paesi terzi, gli eurodeputati mirano a raggiungere accordi bilaterali. Laddove gli standard nazionali non saranno allineati con le normative europee, verrà previsto lo stop del trasporto di animali vivi. Le aziende che non rispettano le norme potrebbero essere soggette a sequestro dei veicoli e delle imbarcazioni inadeguate, revoca della licenza di trasporto e obbligo della formazione del personale sul benessere degli animali.

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