Trump mette nel mirino l’agricoltura europea: “Dazi per 11 miliardi”

Il presidente Usa minaccia di imporre tariffe su una serie di prodotti made in Ue, tra cui vini, pecorino, olio di oliva, yogurt e latte. L’agroalimentare italiano in allarme

La “guerra degli aerei” tra Usa e Unione europea rischia di colpire l’agroalimentare made in Italy. Il presidente Donald Trump ha infatti annunciato che imporrà dazi dal valore di 11 miliardi sull’import di una serie di prodotti europei. E questo in risposta agli aiuti, che Washington ritiene illegali, concessi dall’Ue alla sua compagnia di punta nel settore aerospaziale, l’Airbus. La cui concorrenza alla statunitense Boeing è sempre più forte, tanto più dopo i contraccolpi economici seguiti all’incidente aereo in Etiopia.

Anche per questo motivo, Trump ha deciso di rilanciare il braccio di ferro con Bruxelles sul commercio puntando sulla questione Boeing-Airbus, ma prendendo di mira un ampio spettro di prodotti che poco hanno a che fare con l’industria aerospaziale e molto con l’agricoltura: pesce, burro, formaggi, olio di oliva, marmellate, vini, mandarini, liquori e olii essenziali. Tra questi, molti prodotti cari all’export agroalimentare made in Italy, come per esempio il pecorino

“L'Italia è il primo Paese del mondo per export caseario verso gli Usa, con più di 30 mila tonnellate di formaggi all’anno” venduti Oltreoceano, “circa un terzo dell'export nazionale extra Ue", dice il presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi, che stima in 270 milioni annui le perdite a carico del settore derivanti dai dazi. Perdite alle quali si sommano quelle di altri comparti dell’agricoltura italiana. 

Proprio l’agricoltura, del resto, è stata al centro delle trattative intercorse tra Bruxelles e Washington dopo che, nel luglio scorso, Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker avevano trovato una prima intesa sul commercio che aveva di fatto rinviato la scure dei dazi minacciata dal capo della Casa Bianca. I toni di Trump erano tornati ad alzarsi di recente quando, con la ripartenza dei round negoziali con l’Ue, il presidente statunitense aveva da un lato ventilato l’ipotesi di pesanti tariffe sul settore auto, e dall’altro aveva fatto pervenire ai negoziatori di Bruxelles le richieste del mondo agricolo Usa, che da tempo chiede meno restrizioni per l’accesso al mercato europeo. 

Adesso, il nuovo capitolo della saga, con Trump che cambia target e punta il mirino, tra le altre cose, proprio sull’agricoltura. Il valore dei dazi minacciati ammonterebbe a 11 miliardi di dollari, ossia la stessa cifra che, secondo Washington, l’economia Usa perde ogni anno per via delle sovvenzioni Ue ad Airbus (gigante con sede in Olanda e battente bandiera Ue, ma con interessi delle industrie di Germania, Francia, Regno Unito e Spagna).

E poco importa che, a dirla tutta, anche gli Stati Uniti non hanno mancato di sostenere Boeing: nel marzo scorso, la Wto, l’organizzazione internazionale del commercio, aveva stabilito che gli Usa hanno concesso 5 miliardi di aiuti pubblici alla compagnia aerospaziale in violazione delle norme sul commercio internazionale. Un anno prima, era toccato all’Ue venire condannata dalla stessa Wto per 22 miliardi di sovvenzioni pubbliche ad Airbus. E questo solo per citare gli ultimi due capitoli di una saga lunga quasi 15 anni. 

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