Sempre più carne Usa arriverà in Europa. Trump esulta, l'Italia spera nello stop ai dazi

La quota importata nell'Ue da Paesi terzi resterà invariata, assicurano da Bruxelles. Mentre Confagricoltura spera che l'accordo possa spingere Washington a ritarare la minaccia di tariffe commerciali sui prodotti agroalimentare made in Italy

Stati Uniti e Unione europea hanno raggiunto l'accordo sull'aumento della quota di carne bovina made in Usa che i Paesi Ue importeranno nei prossimi sette anni. A dare l'annuncio è stato lo stesso Donald Trump, che aveva minacciato nei mesi scorsi una serie di ritorsioni commerciali nei confronti dei prodotti agroalimentari europei, tra cui moltissimi italiani. Il casus belli riguarda un altro settore, quello areonautico, nello specifico il braccio di ferro in sede Wto tra l'americana Boeing e l'europea Airbus. Ma lo scontro si è pian piano allargato al settore agroalimentare, molto caro a entrambe le sponde dell'Oceano.

L'import di carne bovina americana, infatti, è stato a lungo osteggiato dai produttori Ue e anche dagli ambientalisti, che accusano gli allevatori Usa di abusare di ormoni. In realtà, la carne che arriverà nei nostri supermercati sarà in linea con la legislazione Ue in materia. E in generale, il quantitativo di carne bovina importata da Paesi terzi non cambierà: la quota Usa sarà portata a 35mila tonnellate l'anno, a scapito degli altri importatori come Australia, Argentina e Uruguay (questi ultimi 2 Paesi preventivamente 'ricompensati' con la stipula di un altro accordo commerciale con l'Ue, bloccato da lustri).

"Oggi firmiamo un accordo rivoluzionario che renderà più facile l'esportazione di carne americana nell'Unione europea", ha esultato Trump alla Casa Bianca. "Abbiamo negoziato per un certo periodo, pensavamo che i nostri allevatori non fossero trattati nel modo corretto. E' una vittoria strepitosa per i nostri allevatori e per i consumatori europei, la carne americana è considerata la migliore del mondo", dice il presidente degli Stati Uniti. Grazie all'ok con Bruxelles, Trump spera di tenere a freno la delusione crescente tra le fila del suo elettorato, per la precisioni dei produttori di soia, che stanno pagando il prezzo della guerra commerciale con la Cina (uno dei principali acquirenti della soia Usa).

Dall'altro lato dell'Oceano, in particolare in Francia, si attendono le reazioni degli allevatori francesi, già alle prese con la dura protesta contro il Ceta, l'accordo commerciale con il Canada. Da parte italiana, Confagricoltura tira un sospiro di sollievo: "In termini procedurali – spiega il presidente Massimiliano Giansanti - è stato formalmente assicurato agli Stati Uniti un quantitativo prefissato all’interno di un contingente tariffario già esistente, pari a 45 mila tonnellate. Vista l’invarianza del contingente di importazioni di carni bovine senza ormoni, l’intesa con gli Stati Uniti rappresenta un passaggio importante che mi auguro contribuirà ad allentare le crescenti tensioni bilaterali in materia commerciale”.

Il riferimento di Giansanti è al fatto che, nella lista di prodotti Ue sui quali Trump ha minacciato di elevare dazi, c'è un pezzo importante dell'agroalimentare italiano, il cui valore si aggira intorno ai 4 miliardi l'anno. “Gli effetti dei dazi americani sull’intera filiera agroalimentare italiana sarebbero particolarmente pesanti”, ha sottolineato il presidente di Confindustria. “L’imposizione dei dazi Usa può essere fermata con un negoziato bilaterale. L’intesa raggiunta sulle carni bovine sta a dimostrare che esistono sistemi alternativi e proficui, per risolvere le dispute in materia commerciale. Auspichiamo un accordo generale con gli Usa, anche nell’ottica di un necessario ripensamento dell’intesa con il Mercosur”, conclude Giansanti.

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