Giovani agricoltori su riforma Pac: “Scarsa ambizione nel rinnovamento generazionale”

Il Ceja fa appello ai prossimi parlamentari europei per dare risposte agli under 35 che non vogliono abbandonare le terre o che sono disposti ad investire nel settore agrario

Il testo approvato dalla commissione Agri del Parlamento europeo è “un’occasione persa”. Parola dei giovani agricoltori, che speravano di veder stanziate maggiori risorse per facilitare il rinnovamento generazionale nelle campagne e, invece, si sono trovati davanti a una riforma della Politica agricola comune (Pac) che non va nella direzione auspicata. Falliti i tentativi di migliorare il testo votato dagli europarlamentari in carica, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja) si rivolge direttamente ai prossimi rappresentanti dei cittadini Ue. 

“Le misure per il rinnovo generazionale previste - si legge nel comunicato del Ceja - non saranno sufficienti a garantire che i giovani agricoltori entrino e rimangano nel settore”. La lobby degli imprenditori agricoli di giovane età lamenta infatti che “il budget garantito si applicherà solo a sostegno del reddito integrativo dei giovani agricoltori”, mentre “gli strumenti che avrebbero dovuto incoraggiare i giovani ad aprire un’attività agricola “non avranno alcuna garanzia di una dotazione finanziaria fissa”. 

“Nonostante la mancanza di ambizione”, ha affermato il presidente del Ceja, Jannes Maes, “rimaniamo impegnati a sensibilizzare sulle sfide che i giovani agricoltori devono affrontare e su cosa può fare la futura Pac per aiutarli”. “Speriamo - prosegue Maes - che i futuri eurodeputati prendano provvedimenti per garantire che vengano attuate misure concrete per aiutare i giovani agricoltori”.

L’organizzazione, che rappresenta oltre due milioni di agricoltori under 35 in tutta Europa, si rivolge direttamente ai parlamentari che saranno eletti a fine maggio. Sarà infatti la nuova classe dirigente comunitaria a decidere i destini della Pac per il periodo 2020-2027.

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