Clima, efficienza energetica e rinnovabili: intesa Ue su nuovi target

Secondo l'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio europei, verranno stabiliti due obiettivi vincolanti entro il 2030

L’Aula del Parlamento europeo voterà a novembre i due accordi su efficienza energetica ed energia rinnovabile chiusi dalle commissioni parlamentari competenti, Ambiente e Industria. Gli accordi finali con il Consiglio dell’Ue stabiliscono un obiettivo vincolante del 32,5% di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030 e un obiettivo vincolante del 32% di energia rinnovabile nell’Ue entro il 2030.

“Questo è il primo grande passo verso una rivoluzione energetica che si applicherà anche ai trasporti, così come ai settori del riscaldamento e della climatizzazione”, sostiene il negoziatore del Parlamento per le energie rinnovabili, José Blanco (S&D). “Stiamo gettando le basi per una futura economia pulita e a zero emissioni, che farà risparmiare all’Europa milioni di euro nelle importazioni di carburante e migliorerà la nostra salute e l’ambiente”.

Come spiega, l’accordo trovato stabilisce il diritto all’autoconsumo, al pari di quello di produzione, immagazzinamento e vendita dell’eccesso di produzione di elettricità rinnovabile. Ancora, si riconosce il diritto di essere remunerati per l’elettricità immessa nella rete. Sul fronte prettamente più agricolo, i biocarburanti ad elevato utilizzo indiretto del suolo (Iluc) saranno gradualmente eliminati attraverso un processo di certificazione per i biocarburanti a basso utilizzo di suolo, sarà stabilito in seguito. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Patatine fritte, l'Ue va alla guerra (commerciale) con la Colombia

  • Tanto lavoro, pochi migranti: il decreto flussi non funziona. M5s: "Va rivisto"

  • L'Efsa contro la strage dei pulcini: sostenere le innovazioni per evitarla

  • "Basta a salse con derivati dal petrolio al posto del tartufo"

  • Basta sprechi, ecco le 10 mosse per ridurre il cibo che finisce in spazzatura

  • Mangi poche verdure? “Colpa” di un gene

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento