Nuovo focolaio di Covid-19, e Pechino blocca le importazioni di salmone dall'Europa

La quarantena per fermare l'emergere di una nuova epidemia nel Paese ha comportato anche la riduzione degli acquisti di pesce dall'estero, anche se questi non hanno nulla a che vedere con il contagio

Foto archivio Ansa - EPA/HOW HWEE YOUNG

Un nuovo focolaio di coronavirus a Pechino sta preoccupando le autorità cinesi che hanno parlato di situazione "estremamente grave", dopo che nella megalopoli di 21 milioni di abitanti sono stati scoperti 106 nuovi casi negli ultimi giorni, facendo temere un ritorno dell'epidemia.

Blocco dell'import

E il fatto che il focolaio sia stato individuato nel mercato all'ingrosso di Xinfadi, uno dei più importanti del Paese, che è stato isolato insieme a 29 comunità della capitale, tutte state messe in lockdown, ha avuto anche conseguenze sulle importazioni, tra cui quelle di salmone proveniente dall'Europa. “Buona parte del salmone di salmone sugli scaffali di Pechino è stato ritirato e abbiamo saputo di cancellazioni provenienti dagli acquirenti della città e questo sta creando preoccupazioni al settore”, ha dichiarato Anders Nordøy Snellingen del Norwegian Seafood Council come riporta Politico.

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Per fortuna, ha spiegato, non esiste un divieto ufficiale all'importazione del salmone da parte dello Stato ma "si tratta più di un'iniziativa locale di Pechino, ma prevediamo che saranno duri con le importazioni di pesce fino a quando la situazione non sarà risolta". "Mentre lo scoppio del coronavirus in un frenetico mercato all'ingrosso in Cina è uno sviluppo preoccupante, non ci sono prove credibili che lo colleghino a nessun prodotto alimentare importato", ha denunciato Hamish Macdonell, direttore della Scottish Salmon Producers Organization. E infatti le prove emergenti, supportate da esperti cinesi in virologia e malattie infettive, indicano la contaminazione incrociata da una fonte locale infetta.

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