I giudici Ue 'salvano' Starbucks: "Non deve versare 30 milioni di tasse non pagate"

La Corte di giustizia di Lussemburgo annulla la richiesta della Commissione europea, che aveva accusato il gigante del caffè di aver eluso imposte in Olanda grazie a un accordo fiscale che violerebbe le leggi comunitarie antitrust

Starbucks non dovrà versare 30 milioni di euro all'Olanda. A deciderlo è stata la Corte di giustizia Ue, che ha annullato una decisione dell'ottobre 2015 della Commissione europea. Secondo Bruxelles, infatti, il gigante dei coffee shop avrebbe usufruito di uno 'sconto' fiscale da parte di Amsterdam con un apposito accordo che sarebbe in contrasto con la normativa comunitaria antitrust. Costituendo, secondo sempre Bruxelles, un aiuto di stato illegale. Da qui, la richiesta a Starbucks di versare nella casse del fisco olandese ben 30 milioni di euro.

Ma i giudici di Lussemburgo sono stati di diverso avviso: secondo loro, la Commissione ha mal interpretato la normativa antitrust e l'Olanda ha agito in base alle regole: "L'ufficio delle imposte olandese ha trattato Starbucks come altre società, e non meglio o diversamente", si legge nella sentenza.

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Questa decisione potrebbe aprire la strada alla revisione di altre "multe" comminate da Bruxelles. Tra queste, la maxi richiesta contro Apple, condannata dalla Commissione Ue a rimborsare all'Irlanda 13 miliardi di euro di arretrati fiscali. Il ricorso è in mano ai giudici di Lussemburgo. E a Cupertino sperano di ricevere lo stesso trattamento di Starbucks.

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