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"Abbattere la burocrazia nella Pac per favorire il ritorno dei giovani alla terra", l'appello di Luna

La vicenda di Fabiana Fassi e di altre quattro donne che a Secli', in provincia di Lecce, hanno ridato vita a un pezzo di territorio nel nome della tradizione e del sociale. E che da 3 anni attendono i fondi Ue

 

Si chiama Luna ed è un laboratorio rurale nato per volontà di 5 donne pugliesi: nel 2014 hanno preso in gestione una struttura di proprietà della locale parrocchia, a Secli', nel Leccese, e hanno avviato una serie di attività agricole e sociali, nel nome del biologico e del recupero della tradizione, come l'albicocca di Galatone. Un lavoro che per i primi tempi è stato incentrato sul volontariato, ma che ha visto anche progetti sociali come quello che ha coinvolto alcuni richiedenti asilo nella coltivazione della canapa da cui produrre tisane e prodotti tessili. "Dopo 3 anni di lavoro volontario abbiamo ottenuto un finanziamento da un'organizzazione privata, la Fondazione Sud, per la valorizzazione di terreni incolti - racconta Fabiana Fassi, una delle 5 donne dell'associazione - Tre anni fa, abbiamo partecipato al bando della Regione Puglia nel quadro della Pac per progetti di primo insediamento. L'esito del bando è stato rinviato più volte per una serie di ricorsi alla Regione e ancora non abbiamo ricevuto alcuni finanziamento, anche se sappiamo di essere ammissibili". Da qui l'appello: "La Pac è una grande opportunità - dice Fassi - ma deve essere più accessibile anche a chi non proviene dal mondo agricolo e intende entrarci per innovare e far rivivere il territorio".

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