Elezioni europee, le priorità dei giovani agricoltori: 7 punti per 'rinverdire' le campagne

Ceja critica sul primo testo della nuova Politica agricola approvato dal Parlamento Ue. L’appello ai futuri deputati: “Siate ambiziosi”

Fanno “meno notizia” degli studenti che affollano le strade di città per protestare contro l’inquinamento atmosferico. E vengono spesso dimenticati anche dalle organizzazioni che li dovrebbero rappresentare, ben attente alla maggioranza dei loro iscritti, più anziani ma anche più numerosi. I giovani agricoltori sono una categoria a rischio, schiacciati come sono tra i problemi di sempre (come il prezzo della terra) e i nuovi ritardi delle aree rurali (come la connessione ad internet, spesso lenta o assente). E per venire a capo delle difficoltà hanno deciso di scrivere il loro programma comune, esempio di unità su scala europea, proprio alla vigilia dell’appuntamento elettorale di fine maggio. 

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Rappresentano oltre 2 milioni e mezzo di giovani delle campagne i firmatari del manifesto che riconosce “il ruolo chiave dell’Unione europea ad assicurare pace, sicurezza alimentare, prosperità e opportunità per i suoi cittadini”. Un’attestazione di rispetto, che non si traduce in genuflessione ad ogni decisione di Bruxelles. Lo sa bene la commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sulla quale settimane fa sono piovute dure critiche per aver approvato un testo sulla nuova Politica agricola comune (Pac) che, a detta del Consiglio europeo dei giovani agricoltori (Ceja), rappresenta “un’occasione persa” sul ricambio generazionale

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“Nel documento approvato - spiega Alessia Musumarra, segretaria generale del Ceja - non viene detto niente del budget destinato alle misure per il primo insediamento”. Si tratta “di una della misure chiave per i giovani agricoltori quando decidono di iniziare”. “In Italia, molto spesso, i giovani non hanno accesso [ai fondi ndr] perché non ci sono abbastanza risorse rispetto alle domande che le regioni ricevono” ricorda Musumarra, che rivendica la richiesta del Ceja di raddoppiare le risorse per gli agricoltori under 35.

Ma le proposte per “rimettere al centro i giovani agricoltori” non si fermano qui. Assieme alla Gioventù rurale europea e al Movimento internazionale della gioventù agricola e rurale cattolica, il Ceja ha presentato i sette punti programmatici affinché “l'Ue garantisca che le aree rurali siano luoghi in cui i giovani possano beneficiare di eque ed giuste opportunità nel loro sviluppo personale, socio-educativo e professionale”. In altre parole, che si rimetta l’accento sul settore sociale e produttivo che, letteralmente, sfama l’Europa. 

1. Istruzione e formazione
Il primo punto del manifesto parte dal programma più popolare tra i giovani europei, l’Erasmus. Oltre a una migliore organizzazione del programma di scambio giovanile, che sappia coinvolgere anche imprenditori e studenti delle aree rurali, i firmatari promuovono “l'apprendimento peer-to-peer tramite nuove tecnologie, sviluppando piattaforme che permettano ai giovani di interagire”. Occorre inoltre “armonizzare studi e tirocini in agricoltura e mettere in atto una formazione professionale continua per gli insegnanti coinvolti nell’istruzione agricola”. 

2. Investimenti a sostegno dell'imprenditorialità nelle zone rurali
“Aumentare la quantità e l'accessibilità agli aiuti all'avviamento per i giovani agricoltori - si legge nel manifesto - attraverso strumenti obbligatori e ben finanziati nella Pac per garantire veramente il rinnovamento generazionale in tutta Europa”. Obiettivo ambizioso è quello di incrementare quel modesto 6,5% di agricoltori under 35 in tutta Europa. Per farlo, i diretti interessati chiedono di facilitare l’accesso alla terra attraverso “misure di mobilità territoriale e conservazione dei terreni agricoli per il loro uso corrente”. E come dimostra il sondaggio Eurostat riportato qui sotto, quello dell’accesso alla terra è riconosciuto come il primo problema tra i giovani agricoltori. 

Eurostat Terra-2

3. Tutelare il tessuto sociale delle zone rurali
L’attenzione per il disagio sociale nelle aree di provincia è un altro capitolo sensibile della relazione tra campagna e istituzioni. Come attestato da tutte le statistiche in materia (vedi sotto), la popolazione rurale è soggetta a un rischio più alto di trovarsi in stato di povertà. I giovani agricoltori, a tal proposito, chiedono di “proteggere le persone vulnerabili e le minoranze” e il “mantenimento e/o sviluppo di servizi sociali e di cura, tra cui scuole, asili e case per anziani”. Inoltre, si legge, “occorre garantire l'inclusione sociale, con un’attenzione specifica sul ruolo delle donne nelle aree agricole e rurali”.

Eurostat Povertà-2

4. Servizi sanitari a prezzi accessibili
Le tre organizzazioni di rappresentanza dei giovani agricoltori chiedono anche di “garantire l'accesso a medici generici e specialisti e a strutture mediche, compresi gli ospedali”.

5. Infrastrutture affidabili e connettività
La connettività alla linea internet veloce è quasi dimezzata nelle aree rurali rispetto a quelle urbane. 

Connessione-2

Gli agricoltori under 35 chiedono “banda larga ad alta qualità” perché gli vengano garantite le stesse possibilità di accesso alla rete dei giovani in città. Ma anche “infrastrutture essenziali legate alla vita quotidiana” e “una fornitura affidabile di elettricità e acqua”. Servizi dati ormai per scontati nelle aree urbane. 

6. Azioni per affrontare le sfide ambientali e climatiche nelle zone rurali
La categoria più sensibile ai cambiamenti climatici chiede di essere messa in condizione di agire con “l’elaborazione di un quadro normativo nella Pac fortemente basato su incentivi, pratiche da attuare e risultati misurabili, che consenta agli agricoltori di intraprendere un'azione collettiva per preservare l’ambiente”. Si vuole anche “incoraggiare lo sviluppo di infrastrutture” per adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, quali la siccità e i nuovi parassiti.

7. Sostegno ai giovani agricoltori nel loro impegno per il futuro delle comunità rurali
Infine, le organizzazioni di rappresentanza sperano nel “riconoscimento del ruolo della gioventù rurale e delle organizzazioni di giovani agricoltori”, anche tramite un sostegno finanziario. “Assicurare - conclude il documento - che le organizzazioni rurali giovanili e dei giovani agricoltori siano coinvolte nelle discussioni a livello locale, regionale, nazionale e dell'Ue nella progettazione delle politiche pertinenti”. 

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“Quello che noi chiediamo è di essere ambiziosi” spiega Alessia Musumarra, mentre espone i punti del manifesto. “Il ricambio generazionale è uno dei 9 obiettivi della futura Pac”, ricorda la segretaria generale del Ceja, richiamando le istituzioni europee ad agire di conseguenza. 

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