L'Italia in piazza (e al supermercato) contro i pesticidi. Ma Agrofarma non ci sta: "Basta fake news"

Mentre la Coop elimina il glifosato dai prodotti ortofrutticoli, associazioni e attivisti preparano la “Marcia stop pesticidi”. Imprese dell’agrochimica contrattaccano: “Non c’è agricoltura senza protezione fitosanitaria”

Una manifestazione contro i pesticidi in Italia

Una visione diametralmente opposta sull’uso dei pesticidi in agricoltura, da proteggere secondo gli uni e da mettere al bando secondo altri. Lo scontro interno al mondo della filiera agroalimentare italiana vede da una parte gli imprenditori di Agrofarma, stufi di “preclusioni ideologiche o campagne di principio”, e dall’altra gli ambientalisti che si preparano alla Marcia stop pesticidi del 19 maggio, sostenuta dai produttori di Federbio, che hanno trovato un alleato di un certo peso economico e commerciale. Si tratta della catena di supermercati Coop, che ha annunciato pochi giorni fa un giro di vite sulle sostanze fitosanitarie.

La scelta di Coop

Coop metterà al bando quattro pesticidi - tra i quali c’è anche il glifosato - il cui uso non sarà più consentito ai fornitori di ortofrutta del marchio. “I primi frutti liberi dai 4 pesticidi ad arrivare nei reparti dei 1.100 punti vendita - fa sapere la catena di distribuzione - saranno le ciliegie seguite a breve distanza da meloni, uva e clementine per un totale di 15 colture nel corso del 2019”. 

Coop assicura che nei prossimi tre anni la nuova politica ‘bio’ sarà estesa a tutti i prodotti ortofrutticoli, per un volume complessivo di oltre 100.000 tonnellate di frutta e verdura, per un valore di circa 325 milioni di euro. La catena di distribuzione spiega la scelta come “parte integrante dell’impegno di Coop a tutela dell’ambiente in cui viviamo, con ricadute positive sulla qualità del prodotto e sulla sicurezza alimentare”. Un’accusa implicita a chi produce pesticidi.

Agrofarma non ci sta

La replica non si è fatta attendere da parte del comprato della chimica industriale applicata alla produzione in campagna. In un comunicato che non nomina neanche la Coop, chiamata “un importante attore della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo)”, l’Agrofarma - che fa parte di Confindustria - ricorda il suo “contributo sostanziale alla filiera agroalimentare, per garantire la tutela della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori e rispondere alla crescente domanda di prodotti”. 

“Non si può pensare a un’agricoltura sostenibile senza protezione fitosanitaria per le colture - scrivono i rappresentanti delle imprese - a meno che non si voglia mettere a repentaglio la sostenibilità di tutto il comparto agroalimentare italiano”. 

Le nuove regole Ue su pesticidi e sicurezza alimentare

“Le campagne contro il nostro comparto ci lasciano perplessi, a maggior ragione se provengono da attori di settori strategici come quello della Gdo”, sottolinea, con una certa irritazione, Alberto Ancora, presidente di Federchimica Agrofarma. 

“Negli ultimi 30 anni - spiega ancora - la profonda evoluzione del nostro settore ha portato a una razionalizzazione dell’impiego della chimica in agricoltura”. Tale tendenza è confermata, conclude il presidente di Agrofarma “anche dai risultati che ogni anno vengono pubblicati dalle autorità nazionali ed europee, che attestano l’alto livello di professionalità dell’agricoltura italiana”.

IL RAPPORTO / Il ruolo degli agrofarmaci nell'agroalimentare italiano

La marcia del 19 maggio

Non sono dello stesso avviso i produttori biologici di Federbio, che si preparano alla mobilitazione del 19 maggio. “Si tratta di un’iniziativa - spiegano riferendosi alla Marcia - che ha l’obiettivo di sensibilizzare sui pericoli provocati dall’uso di pesticidi e diserbanti in agricoltura e sul loro impatto sulla salute e sull’ambiente”.

“La Marcia - dichiara Maria Grazia Mammuccini di FederBio - è nata in Veneto, la regione italiana che fa il maggior uso di pesticidi”. Ma, assicura, sta diventando un’iniziativa nazionale “di una vasta rete di movimenti e associazioni” unite dalla battaglia per “porre un limite sempre più forte all’uso dei pesticidi di sintesi chimica”. 

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Quel che vogliono gli organizzatori è che “si affermi un nuovo modello agricolo basato sull’agroecologia, come lo sono il biologico e biodinamico, superando un approccio agricolo basato sulla monocoltura che sta distruggendo l’ambiente e il territorio”.

Residui di pesticidi in 1 prodotto su 3. Ma sono a norma di legge 

La rapida circolazione delle informazioni e una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica sulla salute alimentare sono sfociate, negli ultimi anni, in una serie di campagne che hanno portato a tanti ‘no’.

Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, ne ricorda alcuni. “Il principio di precauzione che ci ha fatto dire di no - dice - agli Ogm, all’olio di palma, all’uso diffuso o sistematico di antibiotici negli allevamenti”. “In questo modo pensiamo di fare gli interessi sia dei consumatori che dell’ambiente”, sostiene il presidente della catena di distribuzione. 

Tra accuse incrociate di avvelenare cibo o terreni e di fare marketing alimentato da false notizie, un comparto agroalimentare più diviso che mai si prepara ad assistere alla mobilitazione che, come annunciato dalla lista degli aderenti, vedrà la partecipazione di una serie di soggetti politici ponti a portare lo scontro in sede istituzionale. 

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