Minacciata la rifugiata allevatrice de 'Le capre felici': "Brutta negra, ti uccido"

Agitu Idea è scappata dalle persecuzioni in Etiopia e ora ha un allevamento in Trentino e produce formaggi biologici. Chef Rubio contro Salvini: "Sei il maggiore responsabile di questo clima"

da Facebook

Una bella ed esemplare storia di integrazione che è diventata una storia di razzismo e intolleranza. È quella di Agitu Idea, rifugiata etiope che in Trentino, nella Valle dei Mocheni, ha messo in piedi l'allevamento “La capra felice”, con 160 animali e un caseificio il cui successo è stato raccontato come esemplare da diverse testate.

Ma purtroppo da un anno a questa parte la felicità di questo allevamento è stata sostituita dalla paura a causa delle minacce di un vicino razzista. I carabinieri di Borgo Valsugana hanno aperto un'indagine dopo che la donna ha denunciato le minacce e le intimidazioni ricevute da parte di un uomo che abita nei pressi della sua abitazione. Mentre stava lavorando in una baita una vota è stata raggiunta dall'uomo che l'ha afferrata al collo dicendole "ti uccido", "te ne devi andare tu e i tuoi amici", "brutta negra". “Un giorno stavo lavorando alla mungitrice ed ero chinata con le spalle alla porta quando all'improvviso sono stata afferrata da dietro. Mi ha preso per il collo e mi ha gridato 'io ti uccido', 'tu devi morire'. Sono riuscita a liberarmi dandogli un calcio e sono scappata in casa”, ha raccontato a Il Dolomiti. “In un'altra occasione mentre ero al pascolo sull'area a me assegnata si è presentato in moto con i cani e mi ha lanciato altre minacce, altri insulti e con i cani mi ha disperso il gregge", ha raccontato ancora. Agitu in un'altra occasione aveva notato lo stesso uomo bucare i penumatici della sua autovettura. Nel giugno scorso aveva trovato morta una capra del suo allevamento e aveva inizialmente pensato che l'autore dell'attacco fosse un lupo. Successivamente i forestali hanno notato che il taglio della mammella era stato effettuato con un'arma da taglio.

Agitu Idea ha quarant’anni ed è laureata in sociologia. Vive in Italia dal 2010 dopo essere scappata dal suo Paese, l'Etiopia, per sfuggire alle persecuzioni a causa del suo impegno contro il land grabbing, l'accaparramento di terra da parte di grandi latifondisti che sta mettendo in ginocchio i piccoli coltivatori. In Italia ha deciso di recuperare le razze di capre autoctone del Trentino e fondare un’azienda casearia per la produzione di formaggi biologici.

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In sua difesa è sceso anche Chef Rubio, che su Twitter ha scritto: “L’italiano che non fa un ca**o se la prende con lo straniero che si fa il mazzo. Sono vicino ad Agitu e a tutte le “brutte negre che dovrebbero tornarsene a casa loro”. Disonorevole “fiero” @matteosalvinimi, di tutto questo sei il maggior responsabile, ma già lo sai #fuckracism”.

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