Mezzo milione di firme per dire basta alle gabbie degli allevamenti intensivi

In sostegno all'iniziativa dei cittadini europei che chiede una direttiva Ue per vietarle anche un cortometraggio che mostra la vita dagli occhi di un maiale rinchiuso in una di queste gabbie

Ogni anno 300 milioni di animali sono chiusi e allevati in gabbia negli allevamenti intensivi. "Questo causa grande sofferenza agli animali che non possono muoversi e neanche esprimere i loro comportamenti naturali", denunciano le oltre 140 ong europee (20 quelle italiane) che attraverso la petizione "End the Cage Age" puntano a raccogliere un milione di firme in un anno, affinché la Commissione europea si pronunci ufficialmente sull'argomento. Finora, in tutta l'Ue, sono state raccolte 500mila firme, arrivando così a metà strada verso il raggiungimento dell'obbiettivo. "Siamo vicini alla vittoria”, afferma Annamaria Pisapia, membro del comitato dei cittadini che hanno presentato l'iniziativa e direttrice di Ciwf Italia Onlus”, che ha rivendicato che “l'iniziativa europea per mettere fine all'uso delle gabbie nell'Ue è sostenuta dalla più grande coalizione mai riunitasi in questa generazione".

A sostegno della proposta è scesa in campo anche la regista olandese Eline Helena Schellekens che ha dedicato al tema "M6NTHS", cortometraggio di 12 minuti girato interamente dal punto di vista di un suino che cresce in un allevamento intensivo, senza nessun commento o voice-over. M6ONTHS mostra come le scrofe, chiuse in gabbia per circa metà della loro vita, non riescano nemmeno a girarsi su se stesse. Succede anche mentre allattano, e la costrizione della gabbia impedisce loro di accudire naturalmente i propri piccoli. Il corto ha ricevuto il Panda Award, il più importante riconoscimento per i film sulla natura. ''L'anno del Maiale in Cina è appena iniziato, potrebbe essere l'occasione per conoscere un po' meglio questi intelligenti animali?", dice Schellekens che ha realizzato M6NTHS per la sua tesi al BBC Master studies 'Wildlife filmmaking' presso la University of West England di Bristol. Ha girato per un mese in diversi allevamenti in Belgio, Francia e Regno Unito. La musica è di Sean Christopher.

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