La Russia ringrazia l'Ue per le sanzioni: ci hanno fatto diventare una potenza agroalimentare

Il nostro Paese tra quelli più colpiti dal blocco delle importazioni voluto da Putin in risposta alle misure decise a Bruxelles

Foto Ansa EPA/ALEXANDER NEMENOV

Le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia erano state pensate per costringere il Paese governato da Vladimir Putin a porre fine alle ingerenze nella politica ucraina ma a quanto pare Mosca è riuscita a girarle a suo favore. In Russia "in seguito alla sanzioni abbiamo dovuto occuparci della nostra agricoltura, che adesso sta molto meglio rispetto a quattro anni fa. Oggi la nostra prima fonte di reddito è il commercio di risorse energetiche, la seconda fonte in passato erano gli armamenti, e invece oggi è il commercio di alimentari. Noi siamo diventati una potenza dal punto di vista alimentare". Lo ha rivendicato Andrei Klimov, vicepresidente del comitato Affari esteri del Consiglio della Federazione russa, la Camera alta, in un'audizione in Senato davanti alla commissione Esteri sul futuro delle relazioni tra l'Italia e la Russia.

Dal marzo 2014 l'Europa ha imposto gradualmente misure restrittive nei confronti della Russia in risposta all'annessione della Crimea che non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale. In risposta Mosca ha imposto un blocco sulle importazioni di prodotti come frutta, verdura, formaggi, carne, salumi e pesce. E a farne le spese è stato anche l'agroalimentare italiano, nonostante il nostro Paese sia uno dei più scettici nei confronti delle misure decise a Bruxelles. In Russia, in seguito alle sanzioni, "secondo le cifre sui guadagni persi l'Italia è tra i primi dell'Ue. È tra i primi 3, e tra questi c'è anche la Germania", ha spiegato Klimov.

In generale sono calati tutti gli scambi tra i due blocchi. "Nel 2013, quotidianamente, l'interscambio commerciale tra Russia e Ue era di circa 1 miliardo di euro al giorno. Oggi la perdita è come minimo di 300 milioni di euro al giorno", ha dichiarato il rappresentante di Mosca.

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