Carne di squalo (a rischio estinzione) al posto del fish and chips

La scoperta facendo un test del Dna in diversi rivenditori del Regno Unito

Foto Ansa EPA/MOHAMED HOSSAM

Il Fish and chip è da sempre il piatto britannico più famoso. Adesso però a posto del tradizionale merluzzo i sudditi di Sua Maestà potrebbero essersi trovati qualche volta a mangiare, senza saperlo, carne di squalo in via d'estinzione. Lo ha svelato una ricerca che ha utilizzato i test del Dna per identificare le specie in vendita analizzando campioni provenienti da 78 negozi di fish and chip, 39 da pescherie, per lo più nel sud dell'Inghilterra, e di 10 grossista che rivendono a ristoranti e supermercati specializzati.

Come racconta il Guardian secondo lo studio, svolto dai ricercatori dell'Università dell'Essex, la maggior parte dei pesci venduti con nomi generici si sono rivelati essere degli Spinaroli, una specie di squalo classificata come “in pericolo” in Europa e presente nella lista rossa dell'Unione internazionale per la conservazione della natura. I ricercatori hanno anche trovato pinne di specie di squali vendute inconsapevolmente da un grossista britannico, e tra queste c'erano anche quelle del pesce martello smerlato, che sono in pericolo a livello globale, così come gli squali mako e i pesci stampella (un'altra sottospecie degli quali martello).

"È quasi impossibile per i consumatori sapere cosa stanno acquistando", ha spiegato Catherine Hobbs dell'Università di Exeter, prima autrice dell'articolo pubblicato su Scientific Reports. "Le persone potrebbero pensare di acquistare un prodotto di origine sostenibile quando stanno invece acquistando una specie minacciata”. "Ci sono anche problemi di salute”, ha aggiunto in quanto “aapere quali specie si stanno acquistando potrebbe essere importante in termini di allergie, tossine, contenuto di mercurio e crescente preoccupazione per le microplastiche nella catena alimentare marina". Il governo consente a molte specie di squali di essere vendute sotto nomi generici come 'rock', ma i ricercatori chiedono un'etichettatura dei cibi più accurata per dare modo ai consumatori di sapere quali specie stanno mangiando e da dove provengono.

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