Dall’Ue 70 milioni alla Fao per rafforzare la partnership globale contro la fame nel mondo

Il direttore generale dell’organizzazione Onu: "Il contributo dell'Unione Europea aiuterà a migliorare il modo in cui rileviamo, preveniamo e rispondiamo alle crisi alimentari”

Foto Ansa

Commissione Europea e Fao uniscono le forze per combattere la fame nel mondo. Oltre 120 milioni di persone, in 51 paesi, sono state colpite da grave insicurezza alimentare nel 2017, 11 milioni in più rispetto al 2016. L’esecutivo comunitario e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura hanno concordato di "rafforzare la partnership globale" per affrontare questa piaga e l'Ue per sostenere questo sforzo fornirà alla Fao 70 milioni di euro. L'accordo di collaborazione, firmato dal Commissario europeo per la Cooperazione Internazionale e lo Sviluppo, Neven Mimica, e dal Direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva, a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu a New York, contribuirà al Network Globale contro le Crisi Alimentari per promuovere soluzioni sostenibili alle crisi alimentari, spiega la Fao in una nota. Il Commissario Mimica ha ricordato che l'anno scorso il Network ha consentito di "evitare la carestia nel Nord della Nigeria, in Sud Sudan, in Somalia e in Yemen". "La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2417 condanna l'utilizzo della fame contro i civili come strumento bellico e rappresenta un'ambizione condivisa di prevenire e cancellare la fame causata dai conflitti", ha aggiunto.

José Graziano da Silva ha spiegato che "il contributo dell'Unione Europea aiuterà a migliorare il modo in cui rileviamo, preveniamo e rispondiamo alle crisi alimentari e renderà le comunità rurali colpite dalla fame più forti. Investire nella resilienza è fondamentale per combattere la fame oggi e in futuro". I nuovi fondi permetteranno - tra l'altro - alla Ue, alla Fao e ai loro partner di mettere in atto interventi di resilienza ovunque siano necessari e l'intervento in 12 paesi colpiti da crisi alimentari, per affrontarne le cause alla radice. Il contributo della Ue giunge in un momento in cui i conflitti e gli eventi climatici estremi sono in aumento, lasciando milioni di persone affamate e costringendo un numero record, 68 milioni a lasciare le proprie case.

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