Brexit, l'ottimismo di Confagri: "Evitato no-deal, per noi sarebbe emergenza nazionale"

Il presidente Giansanti saluta positivamente l'accordo raggiunto a Bruxelles che ha posticipato il recesso del Regno Unito al 12 aprile

“Aver evitato un recesso senza regole del Regno Unito dalla Ue nel giro di pochi giorni è già un risultato positivo per le imprese agricole italiane ed europee”. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha così commentato gli esiti del Consiglio europeo di ieri, a Bruxelles, dedicato agli ultimi sviluppi della Brexit.

“Sotto l’aspetto formale, tutti gli scenari restano possibili – ha aggiunto Giansanti – ma appare evidente che c’è la volontà di scongiurare una ‘hard Brexit’ che avrebbe effetti devastanti, con il ritorno delle frontiere, dei dazi e dei controlli sugli scambi commerciali. Questa valutazione è unanime nel mondo economico”.

Al riguardo, Confagricoltura ricorda che, alla vigilia della riunione del Consiglio europeo, le associazioni britanniche delle imprese e dei lavoratori hanno diffuso un comunicato congiunto, con la richiesta al governo di elaborare un piano per evitare il recesso disordinato dalla Ue che sarebbe ‘un’emergenza nazionale’”.

“Anche l’associazione delle imprese agricole del Regno Unito (Nfu) – ha poi indicato Giansanti – si è rivolta al governo per contestare la manovra riguardante le tariffe da applicare sulle importazioni, annunciata nei giorni scorsi, per limitare l’aumento dei prezzi interni in caso di ‘hard Brexit’”.

E’ stato segnalato, in particolare, che sarebbe aperta la strada alle importazioni di prodotti agroalimentari che sono meno costosi, perché non rispondono agli standard europei in termini di sicurezza alimentare e tutela delle risorse naturali.

Confagricoltura ricorda, infine, che se la Camera dei Comuni la prossima settimana voterà a favore dell’accordo di recesso già approvato dal Consiglio europeo, la Brexit scatterebbe il 23 maggio, ma con un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2020 durante il quale resterebbe in vigore sostanzialmente la normativa dell’Unione. La durata del periodo transitorio potrebbe essere allungata.

E’ anche previsto l’avvio di una nuova trattativa bilaterale per regolare le future relazioni commerciali sulla base di un accordo di libero scambio.

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