Ceta, il governo potrebbe cambiare idea: “Se serve a aziende...” 

Il ministro Centinaio, in quota Carroccio: “Stiamo facendo un ragionamento molto razionale”. Ma rischia di aprire fronte con gli alleati del M5s  

Dopo il Tav, potrebbe aprirsi un altro fronte di polemiche tra Lega e M5s. Il ministro dell'Agricoltura, Gianmarco Centinaio, in quota Carroccio, ha infatti aperto la porta a un possibile ripensamento sul no annunciato dal governo gialloverde alla ratifica dell'accordo commerciale tra Ue e Canada, il Ceta. A margine di un incontro con il commissario europeo Philip Hogan, Centinaio ha detto che l'esecutivo “resta tendenzialmente contrario all'accordo Ceta”, ma "se serve alle aziende italiane siamo pronti a cambiare idea”. 

Parole che cozzano con la posizione intransigente del Movimento 5 stelle: “L’Italia ha l’occasione storica di cambiare l’Europa dicendo no al Ceta e bloccando la sua ratifica ufficiale”, ha ripetuto di recente l'eurodeputata M5s Tiziana Beghin. Per il M5s, l'accordo con il Canada è un danno soprattutto per i prodotti agroalimentari italiani: “Il Ceta ha premiato il falso made in Italy in Canada, dove il Parmesan la fa da padrone contro il Parmigiano Reggiano, e dove continuano a circolare copie di Asiago, di Mozzarella e di Fontina – aggiunge Beghin - Non un grande successo per l’export italiano, quindi, ma una grande vittoria per i canadesi: la crescita delle esportazioni italiane è calata del 4%, mentre quella dei prodotti canadesi in Italia (escluso il grano) è salita del 23%”. 

Una posizione che finora è stata condivisa dalla Lega e da una parte del settore, come Coldiretti. Ma non tutto il mondo agroalimentare italiano è d'accordo sui mali del Ceta. Centinaio lo sa bene e anche per questo, spiega, “stiamo facendo un ragionamento molto razionale: siamo partiti da un 'no' assoluto e siamo arrivati a un ragionamento con il mondo imprenditoriale italiano, soprattutto alimentare. Ci siamo detti di far passare un po' di tempo e vediamo dopo un anno e mezzo cosa succede, facciamo il punto e vediamo se eè conveniente e serve alle aziende. Io penso chi non cambia idea o è un po' ignorante o è un po' arrogante. Se i numeri mi dicono che serve alle aziende italiane allora io sono pronto a cambiare idea", ha concluso. I 5 stelle saranno d'accordo. 

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