Agricoltura, dopo Tria anche Centinaio cerca il "dialogo" con l'Ue

Con l'Europa "si può instaurare un rapporto di collaborazione reciproca". Parola del ministro della Lega dopo l'incontro con il commissario Hogan

 A Bruxelles, per il governo gialloverde è scattata l'ora del dialogo. L'atteggiamento più morbido sulle trattative intorno alla manovra tra Roma e Ue trova corrispondenza nelle parole del ministro leghista Gian Marco Centinaio, che dopo aver annunciato fuoco e fiamme su fondi Pac e dazi del riso, adesso sembra orientato verso relazioni più miti: "Con l'Europa almeno per quanto riguarda l'agricoltura si può instaurare un rapporto di collaborazione reciproca", ha detto il giorno dopo l'incontro con il commissario Ue Phil Hogan.

"Noi ci siamo messi a sua disposizione - ha aggiunto Centinaio - perché al commissario abbiamo detto che l'Italia non vuole essere un nemico della Pac, del commissario e dell'Ue. Abbiamo le nostre idee, però vogliamo confrontarci alla pari". Dal dialogo con Hogan, dice Centinaio all'Ansa, emerge che "la Pac è modificabile quindi emendabile, quindi ci saranno proposte che porteremo alla sua attenzione e sulle quali c'è condivisione con le associazioni di categoria e con le regioni". "Dall'incontro di ieri - ribadisce - sono uscito molto ottimista perché ho visto un commissario molto interessato ai timori del nostro paese sulla Pac e sulla situazione dello zucchero", "inoltre abbiamo parlato della questione idrica e delle infrastrutture" su cui il ministro ricorda "lo stanziamento di un miliardo di euro stanziato". "

Sulla parte economica, per quanto riguarda i tagli - Centinaio spiega - , chiediamo la possibilità di rivedere le priorità di bilancio europeo" e che quindi "l'Agricoltura sia una priorità per l'Ue rispetto ad altre cose". "Un'altra parte su cui non eravamo molto d'accordo - prosegue - e su cui ci riserviamo di mandare un dossier, e' che la nuova Pac è un po' troppo burocratica" e infine sul punto "in cui la Ue vuole ridurre l'interlocuzione con le regioni". "Per noi le regioni, soprattutto sui Psr (Piano sviluppo rurale) - conclude - sono il punto fondamentale e di partenza come sancito dalla Costituzione".

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