"Ora in Ue un commissario italiano all'Agricoltura. Lo attendiamo da 50 anni"

L'appello di Coldiretti al governo (e in particolare a Matteo Salvini). Domani a Bruxelles summit tra i leader dei 28 Stati membri per decidere chi comporrà il nuovo esecutivo comunitario

Luca Zaia a una manifestazione della Coldiretti

Un commissario Ue in quota italiana che si occupi dell'agricoltura. E che di fatto gestisca le ultime trattative e l'avvio della nuova Politica agricola comune. E' quanto chiede la Coldiretti al governo dopo il risultato delle elezioni e in vista del vertice di Bruxelles dove i leader dei 28 Stati membri si riuniranno per decidere i nomi che comporranno la prossima Commissione europea.

"Sono quasi 50 anni che nell’ambito della Commissione europea la responsabilità del settore primario non viene assegnata all’Italia che è il primo Paese dell’Unione per valore aggiunto agricolo ma anche per qualità delle produzioni", dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, che non manca di esprimere "apprezzamento per l’annuncio del vicepremier Matteo Salvini di voler puntare sull’agricoltura nella scelta dei commissari europei".

In realtà, Salvini ha parlato più in generale della volontà di avere un commissario con un portafoglio economico, tra cui appunto anche quello all'Agricoltura, ma non solo. "E’ dal 1972 con Carlo Scarascia Mugnozza, nella Commissione Mansholt, che l’Italia non ha un proprio rappresentante all’agricoltura, a conferma della disattenzione nei confronti del settore degli ultimi decenni, nonostante la grande rivoluzione che è avvenuta nelle campagne italiane", continua Prandini. 

Prandini 'suggerisce' anche le tesi che il governo, formalmente il premier Giuseppe Conte, potrebbe portare a sostegno di questa sceta; "L’agricoltura nazionale è la più green d’Europa - spiega il presidente della Coldiretti - L’Italia è l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare. Proprio su questo l’Italia puo’ fare da apripista in Europa". 

Un commissario italiano, prosegue Prandini, "peraltro occuperebbe un posto chiave nelle politiche europee con l’agricoltura che è il settore più integrato dell’Unione e per questo rappresenta la voce più importante del bilancio comunitario, oltre a essere strategica negli accordi commerciali dove è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino lo stesso percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”, conclude il presidente di Coldiretti.

Se il portafoglio dell'agricoltura andrà all'Italia, uno dei nomi dati fino a poco tempo fa in pole position è quello del governatore veneto Luca Zaia

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