Cresce la domanda di colture proteiche. Ma produciamo meno della metà del fabbisogno Ue

Lo ha comunicato la Commissione europea: nel 2017 abbiamo consumato 27 milioni di tonnellate tra soia, colza, lenticchie e simili. Ma ne abbiamo importato oltre 17 milioni

Oggi la Commissione europea ha adottato la sua relazione sullo sviluppo delle colture proteiche nell'Unione europea. La relazione esamina la situazione della domanda e dell'offerta di proteine vegetali (quali semi di colza, semi di girasole o lenticchie) nell'Ue ed esamina le possibilità di sviluppare ulteriormente la loro produzione in modo sostenibile sul piano economico e ambientale.

Phil Hogan, Commissario per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: "Il settore delle proteine vegetali è una componente essenziale del settore agroalimentare europeo, che produce alimenti e bevande secondo le norme più rigorose al mondo. Tuttavia, a causa di una serie di fattori climatici e di mercato, la produzione europea di colture proteiche non è sufficiente a soddisfare la domanda crescente. A tale riguardo prendo atto del forte interesse del Parlamento europeo a sostenere maggiormente la produzione di colture proteiche in Europa. La relazione servirà da importante punto di riferimento per un dibattito a livello di EU su come tracciare una via percorribile per il futuro, che non può essere compito della sola Commissione e che richiede il contributo attivo di tutti i portatori di interesse."

La relazione presenta una serie di strumenti politici esistenti e nuove proposte strategiche che possono contribuire a realizzare il potenziale economico e ambientale delle proteine vegetali nell'UE. Tra queste:

  • sostenere gli agricoltori che coltivano proteine vegetali mediante la proposta PAC futura, includendoli nei piani strategici della PAC, soprattutto valorizzando i vantaggi delle leguminose per gli obiettivi ambientali e cimatici mediante l'introduzione di regimi ecologici e impegni di gestione ambientale/climatica nel quadro dei programmi di sviluppo rurale; mobilitare il sostegno allo sviluppo rurale, ad esempio per stimolare gli investimenti e la cooperazione lungo la filiera alimentare; sostegno dei redditi su base fissa;
  • rafforzare la competitività attraverso la ricerca e l'innovazione dai programmi di ricerca dell'UE e degli Stati membri e il bilancio raddoppiato del programma Orizzonte Europa per il periodo 2021-2027;
  • migliorare l'analisi di mercato e la trasparenza mediante strumenti di monitoraggio più efficaci;
  • promuovere i vantaggi delle colture proteiche per l'alimentazione, la salute, il clima e l'ambiente con il sostegno del programma di promozione della Commissione, che ha una dotazione di quasi 200 milioni di EUR nel 2019;
  • aumentare la condivisione di conoscenze/buone pratiche nella gestione della catena di approvvigionamento e le pratiche agronomiche sostenibili attraverso una piattaforma online dedicata, ad esempio.

La situazione delle colture proteiche nell'Ue

In Europa vi è una forte domanda di colture proteiche, pari a circa 27 milioni di tonnellate di proteine grezze nel 2016/2017 e il tasso di autosufficienza dell'UE varia notevolmente in funzione della fonte (79 % per i semi di colza e 5 % per la soia, ad esempio). Di conseguenza, l'UE importa annualmente circa 17 milioni di tonnellate di proteine grezze, di cui 13 milioni a base di soia. Tuttavia, si registrano alcune tendenze positive: la superficie coltivata a soia nell'UE è raddoppiata, passando a quasi un milione di ettari dalla riforma della PAC del 2013. Parimenti, per le leguminose (piselli, fave, lenticchie, ceci) la produzione è quasi triplicata nell'UE dal 2013.

Sebbene la produzione di mangimi rimanga lo sbocco principale (93 %), il mercato delle colture proteiche ha registrato una notevole differenziazione, con un aumento della domanda di mangimi e di prodotti alimentari di qualità. Il mercato alimentare delle colture proteiche registra una crescita a due cifre, trainata dalla domanda di alternative alla carne e ai latticini.

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