Torna a crescere la fame nel mondo mentre una persona su 7 è sovrappeso: Ue investe sul diritto al cibo

Confermato piano di 3,5 miliardi da spendere entro il 2020 per combattere povertà e malnutrizione

Dopo decenni di declino, la fame nel mondo ha ripreso a crescere. Sono 821 milioni le persone che soffrono per carenza di cibo e malnutrizione. Quella dei bambini di età inferiore ai cinque anni è la categoria più colpita: si stima che 151 milioni di minori, 22% del totale, soffrano di arresto della crescita dovuto alla scarsezza di cibo. L’obiettivo “zero hunger”, basta fame, che le Nazioni Unite sperano di raggiungere entro il 2030 sembra non essere alla portata delle istituzioni internazionali e dei singoli Governi, travolti dallo spopolamento delle campagne e dalla fuga verso le città, fenomeno che comporta maggiori difficoltà a sconfiggere la fame, soprattutto nel continente africano.

A preoccupare il Consiglio Ue non sono solo i dati che riguardano la scarsezza di cibo, ma anche le cifre di un altro effetto della malnutrizione. In tutto il mondo ci sarebbero 672 milioni di obesi, a fronte di una popolazione in sovrappeso che conta circa 1,3 miliardi di persone. In molti Paesi, obesità e denutrizione coesistono come due facce della stessa medaglia, non proprio di merito per le autorità locali di sicurezza alimentare. 

Il Consiglio Ue, organo che riunisce i ministri dei 28 Paesi che fanno parte dell’Unione, hanno dunque riconosciuto l’importanza dell’impegno preso di spendere fino a 3,5 miliardi di euro entro il 2020 in progetti che mettano al centro la nutrizione e il diritto al cibo sia negli Stati membri che nei Paesi partner dell’Ue. 

Tra le contromisure disposte dal Consiglio vi sono interventi per arginare la desertificazione e degradazione delle terre, rese meno produttive dal riscaldamento globale. Vengono promosse inoltre azioni a sostegno dell’inserimento delle donne che vadano ad attenuare la disparità di genere, fenomeno che produce effetti negativi sia sugli indici di povertà che sulla sicurezza alimentare. Si cerca infine di rafforzare il legame tra i piccoli agricoltori e le piccole e medie imprese, investendo nella creazione di opportunità di lavoro nelle zone rurali al fine di promuovere una crescita inclusiva e sostenibile nella filiera agricola.

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