Riforma Pac, primo ok del Parlamento Ue. Critiche dal fronte ambientalista

Passa il testo in commissione Agri per dieci voti. Bruxelles mira ad aiutare giovani, donne e piccole imprese a non abbandonare le campagne. Polemiche sul mancato tagli ai finanziamenti agli allevamenti intensivi

Con la legislatura europea agli sgoccioli, la commissione Agricoltura e sviluppo rurale ha approvato un testo di riforma della Politica agricola comune. Il settore agroalimentare è uno dei più integrati a livello comunitario e a Bruxelles si decide in che direzione andrà l’intera filiera dal 2020 al 2027. Il testo approvato prevede un tetto di 100mila euro ai pagamenti diretti erogati alle aziende agricole. I parlamentari europei sperano così di bilanciare il sistema più a favore delle piccole e medie imprese alle quali, secondo la bozza di riforma, andrà destinato almeno il 5% dei fondi comunitari destinati agli agricoltori.

L'ambiente

I deputati europei intendono inoltre dedicare almeno il 30% del bilancio speso in sviluppo rurale alle misure ambientali e non meno del 20% dei pagamenti diretti a politiche di salvaguardia dell’ecosistema. Tali obiettivi comprendono anche la tutela del benessere degli animali, tema ormai riconosciuto di centrale importanza di fronte all’opinione pubblica, sempre più animalista.

Ma proprio su questo punto le ong ambientaliste criticano il testo della commissione, in particolare per quel che riguarda gli allevamenti intensivi. La nuova Pac, secondo Greenpeace, "continua a sostenere un sistema inquinante e dannoso", dal momento che sono state bocciate proposte come "quella di tagliare i finanziamenti pubblici agli allevamenti intensivi e quelle per limitare densità e numero di animali ammassati nelle aziende che ricevono sussidi europei, allo scopo di gestire i liquami in modo più sicuro per l'ambiente".

I giovani

Anche i giovani fanno parte del futuro dell’agricoltura europea che hanno in mente gli eurodeputati. A loro sarà destinato almeno il 2% dei soldi stanziati in pagamenti diretti per ogni Stato membro. Fondi per lo sviluppo rurale verranno allocati anche per incentivare una maggiore inclusione delle donne nell’imprenditoria agricola. 

Il passaggio con 27 voti a favore, 17 contrari e una astensione è solo la sintesi di un travagliato percorso legislativo che ha visto 5253 emendamenti presentati nella sola commissione Agri e 670 richieste di modifica arrivate dalle altre sei commissioni parlamentati competenti per dare pareri sulla materia. I negoziati per ridurre le votazioni del testo a “soli” 130 emendamenti è la fotografia di una lunga attività di compromesso, che proseguirà fino all’approvazione del testo finale che dovrà poi essere concordato tra Parlamento e Consiglio Ue. Salvo improvvise accelerazioni, la riforma dovrebbe slittare alla prossima legislatura.

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