L'Ue “tenta” Trump con la “diplomazia della soia”

In vista del prossimo round di negoziati sul commercio transatlantico, Bruxelles pubblica i dati sull'aumento delle importazioni in Europa del cereale americano. Una crescita che potrebbe aumentare se passerà la proposta di usarne i semi per la produzione di biocarburante

La soia come “strumento diplomatico” per convincere il presidente Usa Donald Trump a riporre l'ascia di guerra nelle relazioni commerciali con l'Europa. Sembra questo l'intento della Commissione Ue, che oggi, in vista del prossimo round di negoziati con Washington al quale parteciperà la titolare del Commercio Cecilia Malmstrom, ha presentato i dati sulle importazione di soia dagli Stati Uniti. Dati che fanno segnare un aumento del 112% negli ultimi mesi, anche per effetto del braccio di ferro sui dai tra Usa e Cina.

A oggi, sottolinea la Commissione, il 50% della soia importata nell'Ue proviene dagli Usa, contro il 36% del Brasile. “Questo risultato – dice Bruxelles – arriva grazie alla dichiarazione congiunta concordata tra i presidenti Juncker e Trump nel luglio 2018. Nella dichiarazione congiunta, le due parti hanno convenuto di aumentare il commercio in diverse aree e prodotti, in particolare in quella dei semi di soia”.

Le importazioni europee di soia negli Stati Uniti sono destinate ad aumentare ulteriormente, in seguito alla decisione della Commissione europea di avviare la procedura per autorizzare l'uso dei semi di soia per i biocarburanti.

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