Sugar tax, la proposta arriva al ministro Grillo. Assobibe: "Accuse infondate"

Il Fatto alimentare presenta al ministero della Salute il suo dossier che chiede di introdurre una tassa sulle bevande zuccherate. La protesta dell'associazione delle imprese del settore

Foto tratta dalla campagna del Fatto alimentare

La proposta di tassazione sulle bevande zuccherate presentata da "Il fatto alimentare" al ministro della Salute, Giulia Grillo, "si fonda su premesse smentite dalla realtà, criminalizzando un prodotto il cui consumo è in costante calo (25% in meno negli ultimi 8 anni), al penultimo posto della Ue". Lo afferma in un comunicato Assobibe, Associazione italiana industrie bevande analcoliche, sottolineando che "le calorie assunte con le bevande rappresentano l'1% delle calorie quotidiane assunte dagli italiani adulti e lo 0,6% nei bambini (fonti Inran)".

Per Assobibe "desta stupore il focus della campagna contro un unico alimento, basato su esempi di Paesi molto diversi dalla nostra realtà e dalle nostre abitudini quali Usa, Messico, Cile e Gran Bretagna". L'associazione produttori evidenzia invece come "qualsiasi misura debba essere preceduta da un'analisi costi-efficacia, corredata da evidenze scientifiche-cliniche a supporto per dimostrare i benefici per la salute. Non da 'copia-incolla' di Paesi con situazioni molto diverse dall'Italia o aliquote Iva al 5% anziché al 22%".

Assobibe fa notare che "chi invoca la tassa sullo zucchero (Sugar tax) 'dimentica' tutti gli altri alimenti con zucchero che quotidianamente vengono consumati, spesso in notevole crescita". Ribadendo che "in Italia non esiste un'emergenza legata alle bevande zuccherate", l'associazione ricorda infine che "il settore ha peraltro raggiunto l'importante risultato di un taglio del 20% dello zucchero venduto tramite soft drink, in attuazione di appositi protocolli siglati con il ministero della Salute". 

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