"Le Regioni siano protagoniste della nuova Pac"

E' la richieste contenuto nel documenti di proposte consegnate al ministro Centinaio e sottoscritte dgli assessori regionali all'Agricoltura

Un momento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Roma, 30 luglio 20105. ANSA/FABIO CAMPANA

Altro che nazionalizzazione: la prossima Pac, la Politica agricola comune dell'Ue, sia più "regionalizzata". E' questo, in estrema sintesi, il messaggio inviato al governo dagli assessori all'Agricoltura delle Regioni italiane. Un messaggio contenuto in un documento di proposte contenente la richieste-chiave dei diversi territori.

Al primo posto c'è l'istanza comune di una governance 'multilivello'. "Le Regioni rivendicano un ruolo attivo nell'impostazione degli obiettivi, delle regole e degli strumenti della nuova Pac", sottolinea l'assessore veneto all'agricoltura Giuseppe Pan. "Ci sono peculiarità molto diverse dal Trentino alla Sicilia - riassume l'assessore veneto - e il prossimo ciclo di programmazione comunitaria degli aiuti per l'agricoltura dovrà tener conto delle diverse vocazioni e caratteristiche e delle performance di investimento di cui hanno dato prova i diversi territori".

Quanto alla viticoltura, primato dell'agricoltura veneta e fiore all'occhiello del 'made in Italy', l'assessore Pan chiede il riconoscimento, nei prossimi regolamenti che normano gli oltre 400 vini italiani a denominazione d'origine, della possibilità di utilizzare negli uvaggi quote percentuali provenienti da vitigni ibridi resistenti. ''Il futuro della viticoltura sta nella competitività aziendale e nella sostenibilità ambientale - afferma l'assessore - Credo quindi che sia interesse di tutti, e non solo dei viticoltori, coniugare ottime rese con il rispetto dell'ambiente e della salute, abbattendo il più possibile il ricorso a fitofarmaci di origine chimica. Le sperimentazioni in atto nella diverse regioni, sotto la guida qualificata di ricercatori ed enotecnici, stanno offrendo risultati interessanti in termini di resistenza ai parassiti e alle patologie della vite, nonché di adattamento ai cambiamenti climatici. Ora il prossimo step dovrà essere quello di allineare il sistema delle regole per le DO alle innovazioni economiche e ambientali in atto nel mondo della viticoltura''. 

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