"Più sostenibile e meno burocratica", la ricetta di Zullo (M5s) per il futuro della politica agricola Ue

L'eurodeputato 5 stelle spiega gli obiettivi da perseguire per la riforma della Pac: "Pronto al dialogo con il movimento #cambiareagricoltura"

L'eurodeputato Marco Zullo

Una Politica agricola comune più verde ed equa. L'eurodeputato del M5s, Marco Zullo, lancia il suo appello alla Commissione Ue. E lo fa nei giorni in cui un gruppo di ong ambientaliste ha lanciato un appello alla Commissione europea per rivedere la sua proposta per la Pac post-2020

"Ormai da molti mesi lavoriamo per costruire una nuova politica agricola basata sul progresso, in termini di innovazione, sostenibilità, supporto - dice Zullo - Per questo motivo, movimenti come quello di #cambiareagricoltura sono voci da ascoltare, perché partono da un principio inviolabile: quello della democrazia diretta, che da sempre caratterizza il nostro Movimento. Per ciò che mi riguarda, in veste di parlamentare europeo, il mio ruolo è stato, e sarà, quello di fare in modo che queste voci vengano ascoltate".

In commissione Agricoltura, continua Zullo, "è ormai uno degli obiettivi principali giungere a una posizione chiara ed omogenea sulla Politica agricola comune, non solo per chi opera nel settore, ma a favore di tutti i cittadini che ne godranno. Per questo, riteniamo che la riforma debba dare vita a una politica agricola che tenga conto delle esigenze degli agricoltori, che metta in cima il rispetto per le risorse ambientali, oltre a garantire un modello produttivo e di consumo più sostenibile ed equo, in particolar modo per i soggetti più deboli della filiera. Il tutto in un mercato unico europeo corretto che non metta in atto dinamiche di concorrenza sleale".

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Per Zullo, la ricetta del cambiamento in agricoltura va attuata perseguendo determinati obiettivi: "semplificare la burocrazia per la raccolta dei dati e l’erogazione dei fondi, rafforzare la premialità agli agricoltori più innovativi, porre un tetto per i pagamenti diretti, capace di bloccare speculazioni finanziare e concentrazione di terreni. Ultimo, ma non ultimo, supportare le Pmi con aiuti tangibili, in modo tale da salvaguardarle dal potere dei grandi", conclude l'eurodeputato 5 stelle.

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