Sabato, 19 Giugno 2021
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Con l'accordo Mercosur rischiamo di importare cibi contaminati da pesticidi banditi in Ue

Un nuovo studio denuncia la possibilità di un "effetto boomerang" e solleva preoccupazioni sulla salute degli europei e degli abitanti del blocco sudamericano

Molti dei pesticidi banditi dall'Unione europea rischiano di tornare in Europa dopo l'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur. Questo è deuncia uno studio pubblicato dal gruppo di Sinistra Unita Gue, del Parlamento europeo che dichiara che questo patto, così com'è attualmente nelle trattative in corso, esacerberà "l'effetto boomerang" delle sostanze pericolose vietate, che ritornano nell'Unione attraverso le importazioni di cibo. L'accordo Ue-Mercosur non è ancora entrato in vigore e attualmente è sottoposto a una revisione legale, ma alcuni Paesi comunitari, come Francia e Austria, hanno iniziato ad esprimere preoccupazione per il modello agroindustriale intensivo dei Paesi del Mercosur e per i pesticidi che rischierebbero di tornare nell'Unione.

Secondo il rapporto, anche senza accordo, le aziende chimiche comunitarie vendono pesticidi vietati in Ue al blocco del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay), con la conseguenza che i residui di queste sostanze tornano poi indietro attraverso l'importazione di prodotti agricoli come frutta e verdura. Questo è accaduto tra il 2018 e il 2019, quando Bruxelles ha esportato più di 7mila tonnellate di sostanze pericolose in questi Paesi, soprattutto in Brasile, per un valore di oltre mezzo miliardo di euro. Come riporta Euobserver, ciò è possibile perchè il diritto comunitario non vieta l'esportazione di pesticidi da noi vietati verso Stati terzi.  Tuttavia, nello stesso periodo, l'Ue ha importato dagli stessi Paesi dozzine di prodotti agricoli, per un valore di oltre 21 miliardi di euro. Lo studio ha rilevato che il 30 per cento dei pesticidi autorizzati per le colture in Brasile e il 20 per cento di quelli approvati in Paraguay sono vietati nell'Unione. Per quanto riguarda l'Argentina, nel 2018 ha esportato a Bruxelles circa 71 milioni di euro di pere e mele. Ma per la coltivazione di questi frutti a Bueons Aires vengono utilizzati 14 diverse sostanze pericolose vietate nel blocco europeo. Inoltre, sempre nello stesso anno, è stato riscontrato che il 7 per cento dei 781 campioni alimentari totali provenienti dai Paesi del Mercosur aveva residui di pesticidi al di sopra dei limiti dell'Ue.

Larissa Mies Bombardi, autrice dello studio e professoressa presso l'Università di San Paolo, ha accusato Bruxelles di "adottare doppi standard" sull'uso e l'esportazione di pesticidi. Ha affermato che gli abitanti dei Paesi membri del Mercosur sono trattate come "cittadini di seconda classe", vista la possibilità di esportare sostanze pericolose vietate in Ue. Nell'ultimo decennio, circa 56mila persone sono state avvelenate dai pesticidi utilizzati in Brasile, una media di 15 casi al giorno. Tuttavia, si stima che il numero effettivo sia circa 50 volte superiore, poiché la maggior parte delle intossicazioni viene sottovalutata. Nel 2022, la Francia sarà il primo paese dell'Ue ad applicare un divieto di esportazione e trasporto di pesticidi vietati nell'Ue. Il divieto sarà esteso anche all'importazione di alimenti prodotti con tali sostanze. La Svizzera ha un divieto simile in vigore dal gennaio 2021. Nella sua strategia Farm to Fork, la Commissione europea mira a ridurre del 50% l'uso di pesticidi chimici entro il 2030.

L'eurodeputato tedesco Helmut Scholz, del gruppo di sinistra del Parlamento europeo, ha dichiarato che i risultati "allarmanti" di questo studio richiedono una revisione delle implicazioni dell'accordo commerciale Ue-Mercosur. "Una volta entrato in vigore, il patto rafforzerà le disuguaglianze, invece di consentire un commercio equo e uno sviluppo sostenibile", ha affermato. "Le società chimiche europee che scaricano pesticidi tossici nei paesi del Mercosur, compresi molti di quelli vietati nell'Ue, vedranno i loro profitti e la loro impunità salire alle stelle" ha aggiunto Scholz. Anche l'eurodeputato spagnolo Miguel Urbán del gruppo parlamentare di sinistra ha espresso preoccupazioni per l'accordo Ue-Mercosur. “Il fatto che l'accordo sancisca l'esportazione di pesticidi tossici in Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay ci dà un'idea del tipo di politica commerciale che rappresenta" ha dichiarato Urbán, aggiungendo che "niente ostacola questo modello agroalimentare al servizio delle élite e delle grandi multinazionali, nemmeno gli avvelenamenti e le gravi malattie provocate dall'uso di queste sostanze".

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