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Domenica, 29 Maggio 2022
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L'Ue punta sui pesticidi biologici, che uccidono i parassiti usando batteri e virus

Sono fatti con microrganismi presenti in natura ma che sono innocui per l'uomo, con il loro sviluppo si potranno sostituire i prodotti chimici

Nel lavoro per ridurre pesticidi chimici, l'Ue sta provando a fare un altro passo importante per garantire l'accesso a quelli biologici da utilizzare nei campi in tutti gli Stati membri. Questi ultimi hanno approvato nuove regole per facilitare l'approvazione dei microrganismi da usare come sostanze attive di questi prodotti fitosanitari. "Oggi portiamo buone notizie agli agricoltori europei per aiutarli ad abbandonare l'uso dei pesticidi chimici. I prodotti biologici possono proteggere i loro raccolti con meno rischi per la salute umana o per l'ambiente”, ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria responsabile per la Salute e la sicurezza alimentare. Nell'ambito della strategia Farm to Fork, l'Ue si è impegnata a ridurre del 50% l'uso di pesticidi chimici entro il 2030, e quelli naturali costituiscono un'alternativa fondamentale per garantire comunque la sicurezza dei raccolti ed evitare perdite per i coltivatori.

Questi prodotti alternativi su basano sul lavoro di batteri, funghi e protozoi, microrganismi, naturalmente presenti nell'ambiente, che sono stati usati in tutto il mondo (anche nell'Ue) per decenni nel controllo dei parassiti e delle malattie delle piante. Ma alcuni si basano anche su virus, e diversi di questi sono attualmente già approvati nell'Ue e si sono dimostrati sicuri da molti anni. Dato che sono altamente specifici e visto che attaccano un gruppo ristretto di parassiti delle piante, non possono infettare gli esseri umani o altri organismi che vengono a contatto con loro e quindi non sono pericolosi.

Secondo il programma, una volta applicate le nuove regole, previste entro novembre, l'approvazione dei nuovi prodotti fitosanitari biologici che li contengono dovrebbe essere molto più rapide. I requisiti normativi sono stati resi più "adatti allo scopo" e flessibili. Inoltre, concentrandosi solo su dati pertinenti , verranno effettuati meno test sugli animali. La valutazione dovrà dimostrare la sicurezza di questi microrganismi, prima che possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari. In base alle nuove regole, al centro della valutazione scientifica del rischio, ci saranno in particolare le proprietà biologiche ed ecologiche. In ogni caso, un microrganismo potrà essere approvato per l'uso solo se è dimostrato che non causa malattie nell'uomo o negli animali.

Attualmente più di 60 microrganismi sono già approvati nell'Ue dopo che una valutazione scientifica del rischio ha confermato che il loro uso nei prodotti fitosanitari è sicuro. La Commissione ricorda che i prodotti fitosanitari biologici contenenti microrganismi possono essere meno efficaci delle sostanze chimiche, avendo  una gamma ristretta di ospiti e perché, in quanto organismi viventi, richiedono condizioni ottimali per controllare con successo i parassiti. Questi fattori li rendono però anche più sicuri rispetto ai prodotti chimici. L'uso di queste alternative gioca un ruolo chiave nella promozione dell'agricoltura biologica, dato che i coltivatori sono autorizzati ad usarli come agenti di controllo biologico, mentre vige un divieto di usare prodotti chimici. Uno degli obiettivi della strategia "Farm to Fork" riguarda proprio l'aumento dei terreni agricoli totali dedicati al biologico, con almeno il 25% dei terreni agricoli dell'Ue da destinare a questa tipologia di agricoltura entro il 2030.

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