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Martedì, 4 Ottobre 2022
La sfida

Agricoltore fa causa alla Volkswagen: "Le auto inquinano e rovinano i raccolti"

L'uomo reputa l'azienda tedesca responsabile dei cambiamenti climatici. Sostenuto da Greenpeace, mira ad anticipare la fine dei veicoli a combustione

Porre fine alla vendita dei veicoli a benzina il prima possibile. Questo l'obiettivo di un agricoltore tedesco che ha fatto causa alla Volkswagen accusandola di essere co-responsabile dei cambiamenti climatici che stanno rovinando i suoi campi. Ulf Allhoff-Cramer, di 62 anni, afferma che i danni sono provocati dal suolo più secco e da piogge più intense, situazioni connesse alle emissioni di gas serra nell'atmosfera provocate (anche) dai veicoli a benzina prodotti dalla casa automobilistica di Wolfsburg. A rimetterci sono i suoli, il bestiame e le foreste commerciali di sua proprietà.

Durante la prima udienza di maggio, secondo quanto riporta l'Associated Press, un tribunale regionale della città di Detmold, nella Germania occidentale, non aveva dato subito credito alle accuse. I giudici avevano dunque chiesto all'agricoltore di fornire ulteriori dettagli a sostegno della sua tesi. La settimana scorsa il tribunale ha fissato una nuova udienza per il 3 febbraio 2023. La circostanza è stata valutata come una piccola vittoria, dato che i giudici non hanno bloccato l'eventuale processo con un “non luogo a procedere”.

"Per me, questo è un primo successo perché non siamo stati respinti a questo punto e non dobbiamo ricorrere in appello", ha dichiarato Roda Verheyen, avvocato del querelante, il quale rappresenta anche un agricoltore peruviano che ha citato in giudizio la società energetica RWE. A sostenere la causa c'è anche l'organizzazione ambientalista globale Greenpeace, che sostiene sia la prima volta che una casa automobilistica potrebbe essere obbligata da un tribunale,  in base a connessioni col clima, a modificare le sue pratiche commerciali per prevenire danni alla salute e alla proprietà di un querelante.

Il quotidiano Frankfurter Allgemeine riferisce però che anche altre case automobilistiche devono affrontare accuse analoghe. I rappresentanti di Deutsche Umwelthilfe, un'organizzazione tedesca a difesa dell'ambiente, hanno citato in giudizio BMW a Monaco e Mercedes-Benz a Stoccarda. La Volkswagen ha respinto le accuse, sottolineando i progressi compiuti nel campo della mobilità elettrica. In una controreplica, gli avvocati hanno inoltre affermato che l'uso dei motori a combustione non rientra nella sfera di influenza dell'azienda, ma in quella degli automobilisti che fanno uso dei suoi mezzi, dato che solo l'1% circa delle emissioni derivano dalla fase di produzione. Gli ambientalisti, a loro volta, sostengono che la difesa si stia fondando su argomentazioni tipiche degli scettici sui cambiamenti climatici. Gli argomenti di VW in tribunale, secondo Greenpeace, contraddicono l'immagine di un pioniere ecologico che la casa automobilistica sta provando ad affermare dinanzi al grande pubblico.

L'Unione europea ha già fissato una scadenza per mandare in pensione la vendita di veicoli con motore a combustione. Si tratta del 2035, anche se alcuni Paesi tra cui l'Italia hanno richiesto di slittare al 2040. Un'eventuale sentenza favorevole all'agricoltore potrebbe costringere l'azienda ad anticipare questo termine. La casa automobilistica, che ha sottolineato il suo enorme sforzo per puntare sui veicoli elettrici nei prossimi anni, era convinta che i giudici di Detmold avrebbero archiviato subito il caso, ma così non è stato. L'agricoltore dal canto suo si è detto deluso dalla decisione della corte di attendere cinque mesi prima di tenere un'altra udienza. "La crisi climatica si sta aggravando e il tempo sta per scadere", ha affermato Allhoff-Cramer.

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