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La strage di alberi nel Bellunese

La strage di alberi nel Bellunese

Maltempo, la ricetta di Coldiretti: combattere la "strage" di alberi aumentando gli abbattimenti

La proposta dell'organizzazione degli agricoltori:"In Italia siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che spesso senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti"

L’ultima ondata di maltempo ha provocato la strage di circa 14 milioni di alberi tra Veneto, Trentino e Friuli. Colpa del maltempo ma, secondo Coldiretti, anche dell’incuria e dell’abbandono forzato dei territori boschivi. Ecco perché l'organizzazione degli agricoltori propone una "riscossa del bosco italiano con l’aumento del prelievo del legname dai boschi che oggi coprono una superficie record di 10,9 milioni di ettari, praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia quando era pari ad appena 5,6 milioni di ettari".

Secondo Coldiretti e il suo Piano di rinascita delle foreste italiane, aumentanto gli abbattimenti si potrebbero creare trentacinquemila nuovi posti di lavoro. La recente "strage" di alberi ha compromesso "l’equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane, mettendo a rischio la stabilità idrogeologica". Un disastro provocato certamente, continua la Coldiretti, dalle straordinarie raffiche di vento ma non vanno sottovalutati i rischi per l’ambiente, gli incendi e la stabilità idrogeologica derivanti dall’incuria e dall’abbandono forzato".

In Italia siamo di fronte, "all’inarrestabile avanzata della foresta che spesso senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di un terzo della superficie nazionale con una densità che la rende però del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza". Sotto accusa, spiega Coldiretti, "il mancato riconoscimento culturale, sociale ed economico di chi vive e lavora a difesa del paesaggio e dell’ambiente, nell’interesse dell’intera collettività perché per difendere il bosco italiano le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli e dai consorzi".

Oggi, l’Italia importa dall’estero più dell’80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento per un importo di 4 miliardi nel 2017 ed un incremento del 5% nei primi sette mesi. L’industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legname che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato.

"Ci sono tutte le condizioni per trasformare una tragedia in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy", conclude Coldiretti. Serve "un piano integrato per la rinascita del bosco italiano che si occupi in primis di liberare le aree boschive colpite dagli alberi caduti coinvolgendo il tessuto produttivo locale per il recupero del legname da utilizzare da opera o per diventare biomassa". E poi con un piano di rimboschimento che punti sulle "specie più adatte per aumentare la resilienza dell’ecosistema ai cambiamenti climatici per tutelare biodiversità anche rispetto al dissesto idrogeologico" e con incentivi per "il ripristino e la nuova creazione di viabilità forestale al servizio degli operatori forestali e dell’indotto turistico".

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