"Mucche senza fieno e campi sott'acqua", agricoltori lanciano sos maltempo

La folle Primavera sta creando numerosi problemi al settore. Le precipitazioni hanno compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Risultato? "Produzione di miele quasi azzerata"

Campi allagati. Mucche e pecore rimaste senza fieno. E produzione di miele azzerata. La folle Primavera 2019 sta creando non pochi problemi agli agricoltori italiani. L'ultima denuncia arriva da Coldiretti, che punta il dito contro i cambiamenti climatici.

Manca il fieno

"Questa Primavera ha sconvolto i cicli colturali delle produzioni agricole destinate sia agli uomini che agli animali. Dove si sono verificati temporali violenti accompagnati da grandine il fieno è stato steso a terra e reso inutilizzabile ma - sottolinea la Coldiretti - anche dove sono cadute precipitazioni abbondanti è stato impossibile entrare nei campi per effettuare la raccolta".

Il risultato è stata "la perdita del primo raccolto di fieno nel momento della fioritura che è il più ricco di nutrienti per gli animali negli allevamenti che ora sono costretti a ricorrere all'acquisto di mangimi". Una situazione che aggrava duramente il conto dei danni nelle campagne in una primavera segnata da precipitazioni eccezionali nel mese di maggio particolarmente delicato per l'agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo, le piante che iniziano a fare i primi frutti.

Produzione di miele azzerata

Lo stato di sofferenza della natura, continua Coldiretti, "è reso evidente dalle api con la produzione di miele che quest'anno fino ad ora è praticamente azzerata per il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre - spiega la Coldiretti - se lo mangiano per sopravvivere".

Le intense precipitazioni hanno fatto innalzare il livello di fiumi e gonfiato i grandi laghi verso valori massimi come quello di Como che ha raggiunto un grado di riempimento al 67%, il Maggiore salito al 95% e fino al Garda addirittura al 97% secondo l'ultimo monitoraggio della coldiretti.

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Il cambiamento climatico

"L'ondata di maltempo fuori stagione è l'evidente conseguenza dei cambiamenti climatici in Italia dove l'eccezionalità degli eventi atmosferici - ricorda la Coldiretti - è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell'ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato - conclude la Coldiretti - è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l'agricoltura italiana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola nazionale".

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