Allevamenti intensivi, Italia e Austria criticano la stretta della Commissione

I due Paesi hanno espresso "forti riserve" nei confronti di come l’esecutivo Ue intende abbattere le emissioni di CO2 di queste sttività temendo ripercussioni sul settore

Foto archivio Ansa EPA/DAVID HECKER

Il percorso della strategia agroalimentare Farm to Fork della Commissione europea è “molto complesso” ed è necessario “considerare attentamente le diverse problematiche su cui occorre ancora lavorare”. Le parole della ministra Teresa Bellanova al termine dell’incontro con gli altri ministri dell’Agricoltura smorzano sensibilmente gli entusiasmi che avevano accompagnato la presentazione del piano d’azione Ue per tradurre in politiche agricole i principi stabiliti dal Green Deal. Ma oltre alle perplessità evidenziate apertamente dalla rappresentante del Governo italiano, altre critiche sarebbero emerse durante uno scambio e porte chiuse che ha visto dalla stessa parte gli esecutivi di Roma e Vienna. 

La convergenza italo-austriaca

Secondo quanto riporta Politico sul dossier agricoltura il Governo austriaco si sarebbe dimostrato molto più vicino alle posizioni italiane che su tutti gli altri temi scottanti che dividono i due Paesi, dal Recovery fund alla riapertura dei confini al traffico dei turisti. Anche la ministra austriaca Elisabeth Kostinger, avrebbe infatti espresso “forti riserve” sulla proposta di Bruxelles di abbattimento delle emissioni da parte dell’agricoltura, responsabile di circa il 10% dell’intero inquinamento dell’Ue. La reazione dei due Governi sarebbe dovuta alle parole del commissario all'Agricoltura Janusz Wojciechowski, che ha indicato un “obbligo” in capo agli Stati Ue di ridurre le emissioni di gas serra provenienti dagli allevamenti intensivi, per perseguire gli obiettivi presi con il Green Deal.

Le perplessità spagnole

Il ministro spagnolo dell'Agricoltura, Luis Planas, dal canto suo ha espresso preoccupazione per il fatto che l'opinione pubblica negativa sugli allevamenti di bestiame, per le condizioni in cui vivono gli animali, potrebbe distorcere il processo decisionale, affermando che l'Ue, nel suo tentativo di migliorare la situazione e ridurre le emissioni che questi impianti producono, deve evitare di consentire "approcci critici molto generali e senza sfumature" che potrebbero creare problemi a un settore sensibile. L'intento della Commissione, ha spiegato però Wojciechowski, è quello "di sostenere metodi alternativi di allevamento per supportare gli agricoltori che introducono volontariamente standard elevati".

Il dibattito

"Gli Stati membri saranno obbligati - ha ribadito Wojciechowski in conferenza stampa - a proporre qualcosa per cambiare questa situazione”. “Ovviamente - ha aggiunto il politico polacco - discuteremo con gli Stati membri su come ridurre queste emissioni”. Dal canto suo la Bellanova ha rassicurato che “la sostenibilità dei sistemi alimentari e la tutela della biodiversità sono obiettivi che l’Italia condivide e supporta con convinzione”. Ma, ha specificato, “ritengo che la Commissione non abbia adeguatamente considerato l’importanza del settore agricolo, sia nel garantire la sicurezza alimentare dei cittadini europei nel corso della pandemia, sia nel contributo che si chiede alle imprese agricole nella transizione verde”.

La polemica sui fondi

“Non capisco - ha aggiunto con riferimento ai fondi per l’agricoltura - come mai alla Pac sono destinate solo 15 dei 750 miliardi di euro che dovrebbero essere messi a disposizione attraverso il Recovery Fund”. “Se si tratta di uno strumento eccezionale mirato al rilancio dell’economia nella fase post Covid - ha concluso la ministra - allora la chiave di riparto da considerare è esattamente quella generale del Recovery Fund”.

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