Moria di api, Strasburgo contro la Commissione Ue: "Regole più rigide contro i pesticidi"

Il Parlamento ha bocciato la proposta di Bruxelles (e sostenuta da 16 Stati membri) sulle nuove linee guida per la valutazione dei rischi connessi ai fitofarmaci: "Non protegge adeguatamente gli impollinatori". Conte (Lega): "A rischio 15 miliardi di produzione agricola"

Applicare le linee guida fissate dall'Efsa, l'agenzia Ue per la sicurezza alimentare, nel lontano 2013 e mai applicate. In modo da tenere conto una volta per tutti rischi cronici per le api causati dai pesticidi. Che ne stanno provocando la moria con conseguente più che preoccupanti per l'agricoltura e la biodiversità. E' questa in sostanza la richiesta del Parlamento europeo, che ha di fatto bocciato il tentativo della Commissione Ue di superare le divisioni interne tra gli Stati membri con la presentazione di una proposta sulle valutazioni di rischio dei fitofarmaci considerata "annacquata" rispetto alle linee guida del 2013.

Quasi tutti gli eurodeputati italiani presenti (compresi quelli della Lega) hanno votato a favore, con l'eccezione dei membri del Ppe (Dorfmann, Martusciello, Milazzo, Patriciello, Salini e Tajani) e dell'ex ministro delle Politiche agricole del Pd, Paolo De Castro, che si sono astenuti. La proposta della Commissione, originariamente, mirava a prendere in conto le più recenti ricerche scientifiche sulle cause dell'alta mortalità, sempre più preoccupante, delle api e degli altri insetti impollinatori, adottando le nuove linee guida del 2013 dell'Autorità europea di sicurezza alimentare (Efsa) per la valutazione dei rischi dei pesticidi. "La modifica più importante nelle nuove linee guida riguardava la presa in conto dei possibili effetti cronici dei pesticidi, e non solo di quelli acuti, sugli impollinatori", spiega Lorenzo Consoli di AskaNews.

Un rapporto dell'Efsa del 2016, ad esempio, precisava che, nei pesticidi, "la tossicità a lungo termine potrebbe superare in ordine di grandezza le previsioni basate sui test a breve termine". La Commissione, tuttavia, ha ceduto alle pressioni di 16 Stati membri, e ha annacquato la sua proposta di decisione, eliminando il riferimento agli effetti cronici, da aggiungere alla presa in conto dei rischi dei pesticidi. La bocciatura del Parlamento europeo costringerà ora la Commissione a presentare una nuova proposta, basata sulle conoscenze scientifiche e tecniche più recenti.

"Il nuovo Parlamento europeo ha dimostrato la propria serietà riguardo alla protezione degli impollinatori minacciati in Europa. Il Parlamento ha superato il suo primo test verde, ora tocca a von der Leyen e alla sua squadra dimostrare che la Commissione può fare lo stesso e proteggere le api dai pesticidi pericolosi", ha commentato subito dopo il voto Franziska Achterberg, dell'Ufficio europeo di Greenpeace. Soddisfatta anche Rosanna Conte, eurodeputata della Lega: "La moria delle api non è solo un problema di difesa della biodiversità. Ben 15 miliardi di euro della produzione agricola annuale nell'Ue sono direttamente attribuiti agli insetti impollinatori. E questi stanno morendo - dice - E' ora di agire. Basta ai veti incrociati di alcuni Paesi, prima di tutto viene il futuro della nostra agricoltura e di un settore, come l'apicoltura, che rappresenta non solo un'eccellenza italiana, ma anche un baluardo per l'ambiente", conclude. 

Per Simona Bonafé del Pd, "serve con urgenza una nuova proposta che metta in condizione l'Ue di comprendere anche la tossicità acuta" nelle valutazioni di rischio dei pesticidi. "L'Efsa - ha ricordato l'eurodeputata del M5s Eleonora Evi - ha le sue linee guida sulla valutazione dei pesticidi già dal 2013, ma la proposta della Commissione non teneva conto delle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche. Avrebbe dovuto fare di più, e non lo ha fatto. Ora ci aspettiamo che la nuova Commissione von der Leyen prenda a cuore la questione, e che agisca di conseguenza", ha concluso Evi. 

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