“Provoca il cancro”, la Bayer patteggia 10 miliardi per i diserbanti al glifosato

I querelanti ritengono l'erbicida responsabile dei loro tumori, con l'accordo chiusi negli Usa un terzo di tutti i contenziosi con la Monsanto, acquistata dalla multinazionale tedesca nel 2018

Foto archivio Ansa EPA/OLIVIER HOSLET

Il colosso farmaceutico tedesco Bayer ha raggiunto un accordo da quasi 10 miliardi di euro per patteggiare circa il 75% delle cause relative al diserbante Roundup della controllata americana Monsanto, un prodotto a base di glifosato al centro di 125mila azioni legali per i possibili effetti cancerogeni. I querelanti ritengono l'erbicida responsabile dei loro tumori, mentre la multinazionale nega ogni nesso di causalità, ma ha già perso diverse cause relative al prodotto.

Il Ceo Werner Baumann, in una conferenza telefonica ha sottolineato la volontà dell'azienda di guardare avanti e concentrarsi sul proprio core business. “Potrebbe sembrare seccante sborsare tanto denaro per un prodotto in definitiva innocuo”, ha sottolineato secondo quanto riporta l'agenzia tedesca Dpa, "ma sono molto sollevato per il fatto che ora potremo lasciarci alle spalle questa fase di incertezza", ha affermato. Nonostante l'accordo, continueranno comunque i procedimenti di appello in corso negli Usa.

Il gruppo ha annunciato inoltre che pagherà fino a 400 milioni di dollari per le cause legate all'erbicida dicamba e circa 820 milioni per la maggior parte delle azioni legali relative alla contaminazione da Pcb (policlorobifenili) nelle acque. Bayer è preparata finanziariamente a sostenere il maxi-esborso: la cessione del comparto veterinario alla statunitense Elanco dovrebbe infatti fruttare alla compagnia 7,6 miliardi di dollari fra contanti e azioni dell'acquirente. Vi sono ancora 30 mila casi in cui gli avvocati devono ancora concordare un'intesa.

Secondo Bayer, l'accordo avrebbe chiude i tre quarti di tutti i procedimenti relativi al glifosato. Recentemente, l'azienda aveva reso noto che le cause aperte per il glifosato erano 50 mila. Secondo l'amministratore delegato Baumann, l'accordo "stabilisce un chiaro meccanismo per affrontare i rischi di possibili controversie future". Inoltre, l'intesa "ha senso dal punto di vista economico, rispetto ai notevoli rischi finanziari di una disputa legale di vecchia data e ai relativi effetti negativi sulla reputazione e l'attività" del conglomerato. La questione glifosato si è aperta dopo l'acquisizione di Monsanto, gruppo per le biotecnologie agrarie statunitense produttore del diserbante, da parte di Bayer nel 2018.

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