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Birra e patatine a rischio per il clima, il Belgio in allarme

Crollo del 31% della produzione di tuberi nel 2018 e calo delle materie prime essenziali per i birrifici. Mancanza di luppolo, malto e persino acqua potrebbero tagliare la produzione dal 10 al 40%

Agricoltori e birrifici belgi dovrebbero preoccuparsi del cambiamento climatico, capace di mettere in crisi la filiera dei loro prodotti di successo. Uno studio ha infatti messo in evidenzia che i due campioni indiscussi del settore agroalimentare belga, ovvero le patate e la birra, si trovano già a dover fare i conti con le conseguenze di un clima in rapida mutazione, caratterizzato da ondate di caldo, inondazioni e siccità, e dunque da estati più secche e inverni più miti e umidi. Condizioni fuori dal comune diventeranno la nuova normalità, secondo gli esperti che hanno curato un nuovo rapporto richiesto dalla Commissione nazionale per il clima.

A farne le spese saranno innanzitutto le frites, le tipiche patatine fritte due volte e preparate secondo un metodo tradizionale che prevede, tra le altre cose, uno spessore massimo di un centimetro per ogni patatina. Secondo il rapporto, una combinazione di siccità e ondate di caldo nel 2018 ha portato a una perdita del 31% del raccolto di patate nelle Fiandre, la regione dalla quale arriva la stragrande maggioranza della produzione nazionale. Negli ultimi mesi, paradossalmente, i contadini belgi hanno dovuto affrontare il problema della sovrapproduzione, che però non aveva nulla a che vedere con il clima. Covid e confinamento hanno infatti fatto calare sensibilmente il consumo medio per ogni famiglia belga di 38 chilogrammi di patate fresche e 6-7 chilogrammi di patate lavorate ogni anno. Una situazione che aveva portato le associazioni di categoria ad appellarsi affinché i consumatori riprendessero al più presto con le vecchie abitudini. Ma per colpa del cambiamento climatico potrebbe prodursi un problema inverso. 

Altro prodotto in pericolo è la birra, minacciata dal calo di produzione del 10% del cereali e del 13% delle barbabietole da zucchero. La carenza di ingredienti riguarda anche l’acqua (per alcune birre ci vogliono sette litri per ottenere un solo litro di prodotto finito), l’orzo e il luppolo. Poiché l'orzo per la birra belga è in gran parte già importato, l'offerta dipenderà da come il cambiamento climatico influirà sulle regioni produttrici. Ma le stime suggeriscono che il Belgio, Paese importatore, potrebbe subire una perdita di materie prima responsabile di un calo della produzione di birra stimato tra il 10% e il 40%.

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