Martedì, 27 Luglio 2021
Ambiente&Clima

La Bnp Paribas non finanzierà più aziende che contribuiscono alla distruzione dell'Amazzonia

La banca francese non fornirà più prestiti a compagnie che producono o acquistano soia coltivata o carni di animali allevati nelle zone dell'Amazzonia disboscate a partire dal 2008

Foto archivio Ansa EPA/Joedson Alves

Basta sostenere la deforestazione dell'Amazzonia. La banca francese BNP Paribas ha deciso che non fornirà più prestiti a clienti che producono o acquistano carne di manzo proveniente da allevamenti o soia coltivata su terreni nelle zone della foresta disboscate a partire dal 2008, e lo stesso per le zone strappate alla savana del Cerrado a partire dal 2020. L'istituto, il più grande prestatore di denaro del Paese, ha spiegato che fornirà prodotti o servizi solo alle aziende (produttori, lavoratori o commercianti di prodotti agroalimentari) con una strategia per raggiungere la deforestazione zero nelle loro catene di produzione e fornitura entro il 2025 al più tardi. "Le istituzioni finanziarie esposte al settore agricolo in Brasile devono contribuire a questa lotta contro la deforestazione", ha affermato Bnp Paribas in una nota.

Come ricorda la Reuters la soia e la carne bovina sono due dei maggiori motori della deforestazione globale con la domanda in continua crescita a causa dell'aumento della popolazione mondiale. Alcuni scienziati che la foresta amazzonica, che si estende su nove paesi, sta precipitando verso una spirale mortale mentre la deforestazione continua a ritmo sostenuto. Secondo Amazon Conservation, lo scorso anno è stata abbattuta un'area della foresta pluviale amazzonica delle dimensioni di Israele.

Come riporta l'agenzia gli istituti finanziari europei come Credit Suisse, la banca olandese Ing e appunto Bnp, si sono già impegnati il mese scorso a interrompere il finanziamento del commercio di petrolio greggio dall'Ecuador dopo le pressioni degli attivisti che mirano a proteggere la foresta pluviale amazzonica. I leader indigeni che lottano per impedire ulteriori esplorazioni petrolifere nel loro territorio hanno denunciato che le banche con i loro prestiti sono complici di fuoriuscite inquinanti di petrolio, violazioni dei diritti della terra e distruzione della foresta pluviale da parte dell'industria petrolifera della nazione.

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